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di Imma Pontecorvo

 

All’interno dell’ex Convento della SS. Trinità e Paradiso, di Vico Equense, si trova il Museo Mineralogico Campano istituito dalla Fondazione Discepolo e aperto al pubblico il 22 ottobre 1992, grazie alla generosità dell’ingegner Pasquale Discepolo, che donò la sua collezione di minerali provenienti da tutto il mondo.

Si tratta di uno dei musei scientifici più importanti della Campania per il numero, la varietà e la rarità dei minerali esposti. L’organizzazione interna si sviluppa in diverse sezioni: Antropologia, Gemmologia, Grafene, Malacologia, Mineralogia e Paleontologia, disposte in ventotto vetrine dove ci sono oltre 3.500 minerali di 1.400 specie, che variano per forma e colore.

La sezione di Mineralogia nasce dalla raccolta di Discepolo che vanta una collezione di minerali rappresentanti tutte le nove classi del mondo minerale. Splendidi sono i cristalli di quarzo e di vesuvianite, così come i minerali dell'area vesuviana quali il lapislazzulo del Monte Somma; in particolare possiamo trovare un geoide di calcedonio rinvenuto in Brasile, con racchiusa acqua fossile, donato dal pittore Armando De Stefano. Sono poi esposti anche meteoriti, ossia dei corpi extraterrestri di varia composizione chimica, caduti in diverse località del pianeta in differenti epoche e raccolte nel museo per la gioia dei visitatori.

Nel 2001 è stata inoltre inaugurata la sezione dedicata alle gemme intagliate grazie alla donazione dagli architetti Ezio De Felice ed Eirene Sbriziolo. Numerose sono, infatti, le donazioni pervenute, che hanno arricchito ulteriormente la raccolta con oltre cinquecento esemplari di gemme.

Sempre all’interno del museo possiamo osservare anche una vetrina dedicata al quarzo in vari colori e forme e una dedicata invece ai minerali fluorescenti, che grazie alla luce ultravioletta assumono colorazioni differenti, ritornando a essere semplici sassi solo spegnendo la luce.

A partire dal 1997 il museo si è dotato di una sezione paleontologica, articolata in quattro vetrine che raccoglie circa duecento fossili delle diverse ere geologiche, tra i 600 milioni di anni fa, fino a poche migliaia di anni fa, con interessanti reperti di dinosauri donati dal dottor Philip Currie, uno dei più grandi esperti in materia.

In mostra si possono poi ammirare due uova di dinosauro, rispettivamente di Sauropode e di Velociraptoide, lastre con impronte di rettili del Periodo Permiano, fossili di anfibi e altri animali marini.

Da segnalare un Notosauro e un Mesosauro, uno dei rettili più significativi per comprendere la storia geologica della Terra portato a supporto dal professor Alfred Wegener alla sua celebre tesi sulla “Deriva dei continenti”. Esposta anche una riproduzione di “Ciro”, ovvero dello Scipionyx Samniticus, il cucciolo di dinosauro di Pietraroja del beneventano. Sono anche in mostra reperti di dinosauri quali denti, unghie e vertebre donati dal famoso paleontologo Philip J. Currie.

È invece aperta dal 2003 la sezione antropologica grazie alle donazioni del dottor Angelo Pesce, dedicata agli strumenti in pietra lavorata dagli uomini primitivi del Paleolitico e del Neolitico vissuti nell’area del Sahariana con circa cinquanta reperti litici come asce, raschiatoi in selce o opale, diversi utensili in serpentino degli uomini primitivi risalenti anche a oltre 80.000 anni fa, trovati nell’Africa del nord.

Molto ricca e affascinante è anche la sezione dei vegetali rappresentata da una lastra con foglie di conifere e felci; al suo interno compaiono anche splendidi pesci del Cretaceo ed altri animali marini, numerosi denti di squali e un insetto in ambra.

Nella sezione malacologica, spettacolare è la collezione di conchiglie, oltre centocinquanta esemplari tra le quali quelle tropicali, donate al museo vicano da un collezionista di Sorrento: Antonino Casola. I visitatori possono ammirare circa ottanta esemplari di conchiglie di svariate grandezze e colori sgargianti che arrivano dai mari tropicali fino alle più remote latitudini di Filippine e Giappone.

Sempre a proposito del Museo Mineralogico campano, va sottolineato come lo scorso 22 ottobre abbia festeggiato il suo trentennale con due iniziative importanti. Oltre all'evento didattico che ha riguardato la presentazione del libro Dialoghi sulla Logica, di Claudio Bernardi, professore ordinario dell'Università La Sapienza di Roma, frutto della collaborazione tra docenti del mondo accademico e istituti superiori in ambito matematico e umanistico, che evidenzia l'importanza del ragionamento in tutte le aree del sapere, utilizzando simpatiche vignette ispirate alle caratteristiche dei protagonisti. Da sottolineare, infine, la donazione, da parte della “Cangiano Gioielli” di Vico Equense, di varie gemme, sia in forma naturale che tagliate, provenienti da tre continenti e di una pepita d’oro cristallizzato rinvenuta in Venezuela.

 

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Info Autore
Imma Pontecorvo
Author: Imma Pontecorvo
Biografia:
Imma Pontecorvo nasce a Vico Equense e vive a Piano di Sorrento, sulla Costiera Sorrentina. Consegue il diploma magistrale, seguito da quello tecnico commerciale, quindi la Laurea in Scienze dell’Educazione, indirizzo Educatore Professionale, presso l’Università Suor Orsola Benincasa, di Napoli. Accanto alla sua professione come docente non ha mai smesso di coltivare quella che è la sua più grande passione: la scrittura. Ama scrivere fin dai tempi dell’adolescenza e partecipando a concorsi letterari, sia a livello nazionale che internazionale, si è aggiudicata diversi premi e riconoscimenti. Vincitrice -nella sezione favola- al 4° Concorso Artistico Letterario Nazionale "Perdersi nell'amore" " promosso dall'Associazione "Atlantide" - Centro studi per le arti e la letteratura - Cosenza/Genova, 2020 con l'opera “Nico e il fantastico mondo del mare “, ha al suo attivo varie pubblicazioni che abbracciano diversi generi, dalle sillogi di poesie, ai romanzi rosa fino ai racconti di formazione per ragazzi. @immalibri
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