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di Paolo Russo

E' una lezione di dignità, una posizione di saggezza e di solidarietà verso i colleghi, quella del Presidente dell'ordine degli Odontoiatri di La Spezia perché rappresenta l'esigenza manifesta ma ignorata dei professionisti, di vedere aperto un dibattito sulle misure adottate dal governo.

Dietro le sospensioni degli Ordini sanitari infatti non si cela solo un disastro sociale determinato dal lasciare senza stipendio migliaia di famiglie ma anche un disservizio per i contribuenti italiani che in molti casi si è pagato persino con la vita. Oggi noi della voce agli italiani insieme a pochissime testate giornalistiche denunciamo una situazione davvero incredibile, una posizione scientifica che ne fagocita un'altra sostenuta da centinaia di pubblicazioni di scienziati di altissimo profilo.

Assistiamo a disposizioni del governo che impediscono ai non vaccinati di lavorare persino a distanza, attraverso un pc, facendo passare l'obbligo come una vera e propria patente sociale.

Ci chiediamo come mai  le considerazioni di buon senso che denunciano la mancanza di una posizione deontologica seria e critica, adottate dall'ordine degli odontoiatri  non siano state assunte dagli ordini degli psicologi che al contrario, come da informazioni verificate che ci sono arrivate in redazione, in particolare dell'ordine del Veneto, hanno sospeso a novanta giorni esatti dalla guarigione professionisti che hanno nella maggior parte dei casi contratto la covid19 più volte acquisendo tantissimi anticorpi.

E' una lezione forse soprattutto per loro quella del  dottor Sanvenero che si era già espresso in passato  sull'azione di governo.

“Non sono accettabili situazioni nelle quali l’accesso alle cure sia subordinato al possesso di attestazioni di qualsivoglia natura o che tale ‘mancanza di attestato’ sia derogabile solamente per situazioni indifferibili” aveva detto il medico spezzino riferendosi ai numerosi casi di pazienti senza green pass non accettati in strutture sanitarie. “A distanza di due anni i dati sanitari sul campo, pubblicati anche su riviste impattate, sono inequivocabili: la vaccinazione non mantiene gli obiettivi che la normativa emergenziale aveva posto, poiché (indipendentemente dal numero di dosi ripetute) non permette di bloccare né la diffusione né la trasmissione dell’infezione. Costatare questo dato di fatto, ignorato nell’impianto normativo emergenziale (che si pone anche in contrasto con i dettami della fisiopatologia medica), soprattutto riguardo alla prescrizione di vaccinare i soggetti guariti, mi ha portato a una rottura con tale logica. Ricordo, in primis a me stesso, che il medico giura fedeltà non alle leggi, ma ai principi dell’etica medica che prevedono di prestare, in scienza e coscienza, la propria opera con diligenza, perizia e prudenza. Per tutto questo mi sono determinato a non avallare più, con la mia firma, nessun provvedimento di sospensione dall’Albo legata a tale normativa emergenziale."

Una sfida al sistema, quella del medico spezzino dagli scenari imprevedibili. Tutto si capirà il prossimo 30 giugno, data dell'assemblea da lui convocata per (ri)portare le ragioni dell'indispensabilità del dibattito nel confronto con gli odontoiatri che lui stesso rappresenta.

 

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Info Autore
Paolo Russo
Author: Paolo Russo
Biografia:
Cultore dell'approccio olistico, Psicoterapeuta e Psicoanalista a Padova e Portogruaro, scrittore e autore del "Trattato di Poesia Clinica", conduttore radiofonico della trasmissione "I Fiumi di Jane" su Radiogamma5.
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