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di Paolo Russo

Ha commosso ad Arzergrande, piccolo comune del padovano la lettera di congedo (non voluto) della dottoressa Albano medico di medicina generale sospesa perchè non si è sottoposta al vaccino per la covid19.

Irene Albano è una professionista di indubbia preparazione formatasi tra Boston e Padova con una specializzazione in medicina interna, un corso di perfezionamento in bioetica e una specializzazione in medicina del territorio. Una carriera da internista fino all'accettazione di incarico nel comune di Arzergrande, un lustro la sua convenzione anche perchè il comune da anni era carente del servizio di Medicina Generale. Una dottoressa che ha svolto con passione e dedizione la sua professione anche durante le prime fasi dell'emergenza contraendo essa stessa la covid19 durante il suo servizio ambulatoriale. Dedita al  lavoro, amata e rispettata dai pazienti, motiva la sua decisione di non vaccinarsi con argomentazioni scientifiche che sostengono rigorosamente come la risposta anticorpale in chi è guarito sia addirittura superiore a quella di chi si è vaccinato. Un dibattito tra l'altro in atto e una posizione  sostenuta con forza  nei media anche dal famoso virologo Galli.

Una decisione, quella di sospenderla,  che è apparsa ai suoi assistiti solo politica in quanto il danno per il disservizio arrecato è vissuto di gran lunga come superiore al vantaggio di "punire" con la sospensione un medico guarito dalla covid19, per non essersi vaccinato!

A seguire il testo integrale della lettera che la dottoressa ha esposto nel suo ambulatorio!

"Carissimi/e,

da oggi 16/11/2021 alle ore 15:23:32, dopo 27 anni di studi medici, 15 di esercizio appassionato della professione, 3 di assidua attività come medico di famiglia e quasi 2 di totale dedizione alla comunità colpita dalla covid19, risulto ufficialmente sospesa dall’incarico di medico di assistenza primaria oltre che, a breve, dall’esercizio della professione di medico chirurgo, per aver scelto di non vaccinarmi.

So che almeno una parte di Voi non comprenderà la mia decisione, che è comunque frutto di mesi di studio e riflessioni oltre che del mio personale bagaglio di conoscenze, esperienze e sensibilità. Io credo che pur essendo un bagaglio invisibile esso sia, con la salute, uno dei beni più preziosi che ci vengono dati e che abbia inevitabilmente un peso enorme in tutte le scelte che ognuno di noi compie nella propria vita. A cominciare dal “consenso informato” a sottoporsi a un intervento medico. Per questo Vi chiedo rispetto per la mia scelta, così come per quella di ogni persona, indipendentemente da quale essa sia, soprattutto quando è ponderata e non dettata dalla paura o dalla rabbia. Pretendere con le minacce che chiunque si sbarazzi del proprio bagaglio più prezioso con un colpo di spugna non è rispetto!

In questi ultimi due anni tutti noi, per diversi motivi, abbiamo sofferto e stiamo ancora soffrendo, enormemente, per le conseguenze di questa “pandemia”. Ma la chiave per uscirne non la troveremo nelle prese di posizione dogmatiche, nella divisione sociale, nell’odio reciproco.

Le attuali strategie di tutela della sanità pubblica, in nome di leggi decise senza adeguato confronto e di principi tanto altisonanti quanto astratti, stanno procedendo come carri armati a lacerare il tessuto sociale, creando stati di bisogno inascoltati laddove dovrebbero colmarli, sofferenze inutili laddove dovrebbero alleviarle.

Con la sospensione degli operatori sanitari non vaccinati (che hanno fatto questa scelta spesso per motivi più che validi), si stanno aprendo voragini di vuoto assistenziale che non fanno altro che esasperare situazioni già critiche negli ospedali, nelle case di riposo, nelle comunità in generale. La mia sospensione in particolare lascia senza medico circa 1500 persone, con la maggior parte delle quali si era instaurato un rapporto di fiducia, interrompendo percorsi di cura consolidati, cancellando in un attimo spazi di ascolto costruiti negli anni, per rimpiazzarli come si fa con una ruota da cambiare. E tutto questo perché sarei pericolosa per la salute dei miei assistiti? Chissà se lo sono veramente più di un qualsiasi medico vaccinato con doppia/tripla dose che però, a differenza mia, non abbia avuto la sfortuna di contrarre la covid19 durante il servizio, e la fortuna di guarirne, acquisendo l’immunità naturale che sempre più studi confermano essere solida e duratura più di quella vaccinale…

Ma questi sono dettagli, sfumature insignificanti che non contano di fronte alla cecità delle leggi, alla freddezza dei provvedimenti, all’arroganza dei giudizi. Così come non contano le persone, ormai ridotte a numeri di una statistica da aggiornare quotidianamente con precisione ingegneristica o da bollare come non significativi con imperturbabile pragmatismo.

Ecco io non riesco più ad essere complice di questo sistema e se vi saluto tutti con enorme dispiacere vi assicuro che lo faccio con molta dignità, chiedendo a tutti voi di non avere paura e di riprendervi il valore di persone. E alla medicina, quella vera, quella che rispetta, quella che non discrimina, quella che si prende cura dell’individuo e non della malattia, di risorgere dalle macerie di un sistema sanitario ormai allo sfascio, come una colomba bianca che illumini il mondo restituendogli i suoi meravigliosi colori.

Arrivederci a tutti...

Dott.ssa Irene Albano"

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