"I Tre Papi" dell’artista cosentino Roberto Mendicino
Papa Francesco come Ispirazione per una Riflessione sulla Chiesa e il Potere
Roberto Mendicino non aveva mai sentito il bisogno di scrivere pubblicamente su Papa Francesco. Eppure, oggi avverte l'urgenza profonda di raccontare un’opera che custodisce con particolare affetto: "I Tre Papi", olio su tela realizzato nel 2022, dimensioni 60x80 cm.
La scintilla che ha acceso questa creazione risale al 2013, quando Papa Benedetto XVI annunciò le sue dimissioni. In quei giorni, alcune ipotesi giornalistiche cominciarono a ventilare la possibilità che anche Papa Francesco, un giorno, potesse compiere la stessa scelta. Da quell'immaginazione visionaria prese forma nella mente di Mendicino l'idea di tre Papi presenti contemporaneamente, un'immagine potente, surreale, destinata a mettere a nudo le tensioni profonde della Chiesa contemporanea. Così nacque "I Tre Papi", frutto di una riflessione intensa e personale sulla condizione attuale della Chiesa, il suo rapporto con il potere, la sua solitudine e le sue contraddizioni interne.
La scena si svolge di notte, sullo sfondo la Basilica di San Pietro si staglia illuminata ma lontana, quasi inaccessibile. La divisione netta tra la luminosità dello sfondo e l'oscurità dei primi piani sottolinea la distanza crescente tra il divino e il terreno, tra il potere spirituale e la realtà della vita quotidiana. I tre Papi emergono isolati, incapaci di comunicare tra loro, simboli di una Chiesa frammentata.
Al centro, il Papa vestito di bianco è rappresentato di spalle, icona solitaria che esprime un potere incapace di dialogare, persino con sé stesso. A sinistra, il Papa con il mantello rosso incarna la parte oscura della Chiesa: il colore rosso richiama la passione, il conflitto, il potere che si piega su se stesso, e il suo sguardo lontano accentua il senso di disconnessione. Infine, il Papa di profilo, ornato della tiara, introduce la memoria di un potere storico ormai svuotato di forza, testimone silenzioso di una gloria passata che non riesce più a trovare un posto nel presente.
La tensione cromatica, con il blu scuro che si fonde nel nero, il bianco tagliente e il rosso acceso, amplifica la sensazione di smarrimento e di distanza. Non c'è calore, non c'è conforto: solo una scena sospesa tra sogno e incubo, un paesaggio mentale che racconta la crisi profonda di un'istituzione incapace di ritrovare la propria autentica spiritualità.




