di Gabriella Paci
L’Oriente è all’avanguardia per la costruzione di robot da anni, prima che Pepper, il robot umanoide di recentissima realizzazione, realizzato dalla francese Aldebaran Robotics, fosse messo in vendita dalla giapponese SoftBank come droide da compagnia.
Molti hanno letto il libro di Isaac Asimov “Io, robot” del 1950, contenente 9 storie basate sulle leggi della robotica e che hanno come filo conduttore l’interazione tra i robot, gli esseri umani e la morale. Ma già ora, ad aprire la questione tra morale, lecito e illecito, è l’A.I. che rientra appunto nella costruzione dei robot.
Macchine intelligenti, capaci cioè di interagire con i bisogni umani, già c’erano negli anni '40/'50; basti pensare alle lavatrici, ai frigoriferi, agli aspirapolvere e via dicendo, ma ora la situazione rischia di diventare poco gestibile, come già lo stesso Asimov aveva predetto con la creazione di Multivac, precursore allora di un mega computer dalle capacità eccezionali.
Anche in America i robot umanoidi hanno fatto rumore e il progetto Optimus di Tesla, di Elon Musk, già lavora nelle fabbriche: dunque non più il prototipo ma un robot operativo, anche se ancora con mansioni semplici. Ma i robot umanoidi non devono solo funzionare: devono convivere con persone, regole e processi reali, anche perché possono trovare ostacoli fisici, come oggetti, animali domestici o bambini qualora impiegati nelle abitazioni, anche con semplice funzione di compagnia.
Da qualche mese, tuttavia, il progresso dei robot umanoidi ha raggiunto un livello straordinario ed essi si dimostrano sempre più intelligenti e versatili, anche grazie all’A.I., alla visione artificiale e all’elaborazione del linguaggio. Più versatili anche nella mobilità, tanto che possono camminare, correre e persino salire e scendere scale. Anche la manipolazione degli oggetti è migliorata, tanto che, oltre ad assemblare pezzi, possono versare liquidi e raccogliere oggetti.
Quanto all’aspetto, assomigliano sempre di più a un essere umano e, se potranno essere dei droni di compagnia per bambini ed anziani, resta l’interrogativo: “Fino a che punto potranno sostituire l’uomo e renderlo meno indispensabile in certi settori? Addirittura arriveranno a dominare gli uomini meno dotati? E i sentimenti che ruolo avranno in tale contesto?”
Come sempre la scienza e la tecnologia sono neutre, ma è l’uomo a farne un uso che le rende benefiche o nocive.
