Futuro Nazionale vuole far applicare con rigore le multe per gli oltraggi ai defunti. A Roma, però, rischia di diventare un affare di Stato

 

ROMA – Mortacci tua. Fermi tutti: prima di pronunciarlo, controllate il portafoglio.

Perché nel programma di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, c’è anche la richiesta di applicare puntualmente l’articolo 724 del Codice penale, quello che prevede una sanzione amministrativa da 51 a 309 euro per chi bestemmia pubblicamente o compie manifestazioni oltraggiose verso i defunti.

E qui comincia il problema. Anzi, comincia Roma.

Perché provate a spiegare a un romano che “mortacci tua” è necessariamente un oltraggio ai defunti. Potrebbe guardarvi come si guarda qualcuno appena sceso da Marte.

A Roma i mortacci fanno praticamente tutto.

Incontri un vecchio amico dopo vent’anni? “Mortacci tua, che fine hai fatto?”

Vedi qualcosa di incredibile? “Mortacci!”

Uno ti supera nel traffico? Beh, lì magari l’affetto diminuisce sensibilmente.

È il contesto a fare la differenza. Una frase nata come insulto, nel tempo, è diventata anche stupore, entusiasmo, rabbia, ammirazione, affetto. Una specie di coltellino svizzero della lingua romana: cambia significato a seconda del tono, della faccia e possibilmente del clacson.

Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera ha colto il paradosso immaginando Vannacci alle prese con milioni di romani potenzialmente da multare. Perché una cosa è leggere una norma, un’altra è entrare in un bar di Trastevere e tentare di applicarla alla lettera.

Nel programma di Futuro Nazionale, peraltro, il ragionamento è serissimo: la mancata applicazione di queste sanzioni viene attribuita anche all’“assuefazione” e al “buonismo ideologico”, mentre gli introiti potrebbero essere destinati al sociale e allo sviluppo del Paese.

Ed è qui che il Pungiglione intravede finalmente la grande manovra economica che nessuno aveva osato immaginare.

Basta una pattuglia a ogni semaforo romano.

Ore 8:30, raccordo anulare.

Ore 8:35, pareggio di bilancio.

Ore 9:15, avanzo primario.

A mezzogiorno potremmo persino iniziare ad abbattere il debito pubblico.

Naturalmente scherziamo. Ma il punto serio resta: le parole non vivono nel dizionario, vivono nell’uso che ne fanno le persone. E pretendere di ignorare contesto, intenzione, tono e trasformazione del linguaggio può produrre effetti parecchio curiosi.

Così, mentre Futuro Nazionale dichiara guerra all’assuefazione culturale, a Roma qualcuno probabilmente continuerà a salutare l’amico di sempre nello stesso modo.

Con affetto, naturalmente:

“Li mortacci tua!”

 

Info Autore
IL PUNGIGLIONE
Author: IL PUNGIGLIONE
Biografia:
Il Pungiglione è una rubrica satirica che osserva fatti, politica, società e costume con ironia, sarcasmo e qualche inevitabile puntura. Uno spazio libero e irriverente, dove le notizie vengono raccontate da un’altra prospettiva: quella che fa sorridere, ma anche riflettere. Perché, a volte, una buona risata può pungere più di mille parole.
I Miei Articoli