di Filippo Vagli
Mercoledì 6 maggio 2026, il PalaBarton di Perugia si è trasformato in un catino ribollente di emozioni che ha fatto esplodere in un grido liberatorio una città ormai abituata alla gloria, ma mai sazia di essa. Il verdetto della Gara-3 di finale scudetto è stato una sentenza definitiva: la Sir Susa Scai Perugia ha sconfitto la Cucine Lube Civitanova 3 set a 1, parziali 25-27; 26-24; 25-22; 25-20, mettendo il sigillo su una serie dominata per 3-0. I Block Devils hanno così sollevato al cielo il terzo tricolore della propria storia, dopo i successi del 2018 e del 2024, confermando una supremazia nazionale che ha saputo travolgere la resistenza dei marchigiani, capaci in precedenza di eliminare corazzate come Trento e Verona.
Non si è trattato solo di un titolo, bensì dell’affermazione di una continuità tecnica e mentale che posiziona il club umbro nell'olimpo della pallavolo mondiale. La cronaca del match racconta di una battaglia di nervi e resilienza, dove il confine tra il baratro e il trionfo si è assottigliato fino a scomparire. Nel primo parziale, Perugia ha subìto il ritorno rabbioso di Civitanova: avanti 17-12, gli umbri hanno assistito alla rimonta marchigiana propiziata dagli ace di Mattia Bottolo e dalla solidità di Dragan Podrascanin e Aleksandar Nikolov, cedendo ai vantaggi per 25-27. Il momento più drammatico è giunto però nel secondo set, con la Lube in pieno controllo fino al 14-20 e successivamente al 21-24. In quel frangente, il PalaBarton ha trattenuto il respiro di fronte allo spettro di uno svantaggio di 0-2 che avrebbe potuto cambiare il corso della serie. È qui che è emersa la furia agonistica di Perugia: un miracoloso parziale di 5-0 ha ribaltato il set. La sequenza è stata chirurgica: un muro granitico di Simone Giannelli, un sapiente mani-out di Kamil Semeniuk, l'ace di Wassim Ben Tara e, infine, la staffilata conclusiva ancora di Semeniuk per il 26-24.
Una rimonta che non ha solo pareggiato i conti, ma ha spezzato definitivamente l'inerzia emotiva degli avversari. L'egemonia umbra ha trovato il suo architetto in campo in Simone Giannelli. Il palleggiatore della Nazionale ha orchestrato la manovra con una maturità che trascende il dato statistico, celebrando con questo successo il suo primo scudetto vinto davanti ai propri tifosi. Sotto la sua guida, la squadra ha mostrato una gestione dei momenti critici priva di quella frenesia che in passato aveva frenato le ambizioni del club.
Al suo fianco, Ma
simo Colaci si è confermato il riferimento silenzioso e imprescindibile. Nominato MVP delle finali, il libero pugliese si avvia a chiudere una carriera leggendaria: dopo aver dominato il campionato italiano, gli resta l’ultimo ballo da protagonista, quello della Final Four di Champions League a Torino. L'attacco di Perugia è stato alimentato dai 18 punti di Wassim Ben Tara, dai 14 di Oleh Plotnytskyi e dai 13 di Semeniuk, con il contributo solido al centro di Agustín Loser, Sebastián Solé e Roberto Russo, autori di 4 punti ciascuno. Va riconosciuto l'onore delle armi auna Lube mai doma, trascinata dai 25 punti di un monumentale Nikolov, dai 16 di Bottolo e dai 15 di Eric Loeppky, che hanno costretto i campioni a una prestazione di altissimo profilo per vincere.
Un trionfo porta la firma inconfondibile di Angelo Lorenzetti, il quale con il sesto scudetto personale vinto alla guida del quarto club differente, dopo Modena, Piacenza e Trento, entra nella leggenda della Superlega. La mano di coach Lorenzetti è stata evidente in primis nella trasformazione psicologica del gruppo: una rosa di campioni è diventata una squadra cinica, concreta, consapevole, capace di sostituire la frenesia con la lucidità tattica. È l'apoteosi della visione del presidente Gino Sirci, che dal 2001 ha trasformato una realtà giovane in una potenza globale. Perugia ha smesso di essere la squadra delle occasioni gettate al vento per diventare un'armata capace di vincere con spietata regolarità. Se il Grande Slam della stagione 2023-2024 aveva segnato il punto di svolta, questo nuovo titolo conferma che il ciclo non è affatto esaurito.
La stagione dei Block Devils si arricchisce così del terzo trofeo, aggiungendo lo scudetto al Mondiale per Club e alla Supercoppa Italiana già conquistati. Ma la fame di vittorie di questa società non conosce soste. Il dominio nazionale è solo una tappa verso l'obiettivo più prestigioso: la difesa del titolo europeo nella Final Four di Champions League, in programma a Torino il 16-17 maggio. In questo scenario, Perugia dimostra di non essere più alla rincorsa della storia del volley, ma di essere impegnata a scriverne i capitoli più significativi, trasformando ogni match in un tassello di una dinastia che sembra non voler conoscere tramonto.
