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di  Elena Nesci

Apro questo articolo con il titolo della canzone di Amedeo Minghi, a cui sono molto legata:"Merry Christmas (Ancora tornerà Natale)", per inoltrarmi nello svolgimento di uno dei periodi più attesi dell'anno, desiderato da grandi e piccoli: l'Avvento del Natale.

Un periodo pervaso da magia e sogno, la cui atmosfera coinvolgente e luccicante si proietta nel cuore delle strade fino ad arrivare nelle nostre case. Con le sue illuminazioni e preparativi tradizionali, come l'albero di Natale, il presepe e i vari addobbi fantasiosi e, quando si è fortunati, anche la presenza della candida neve con pupazzo annesso, dotato degli immancabili accessori, quali la carota, la sciarpa e i bottoni, il Natale ha la capacità di farci uscire dal torpore rigido di un inverno che a volte paralizza, e farci camminare per le vie delle città alla ricerca di regali, a visitare i colorati mercatini natalizi che offrono di tutto e di più. Una festività, il Natale, che coinvolge veramente tutti, per chi crede, la celebrazione è nascita di Gesù, insieme ai vari riti che racchiudono questo momento. Per le famiglie, un'occasione di ritrovo nella gioia e condivisione, con i rispettivi scambi di doni, saluti, ricordi da rimembrare qualora le distanze li hanno tenuti lontano durante l'anno. Per altri ancora può essere un momento di evasione, di stacco da preoccupazioni, da incombenze emotive ma, per alcuni, anche stati di ansia e perché no, di umore non proprio allegro. Ognuno lo vive dentro di sé in modo totalmente soggettivo. La durata effettiva del periodo natalizio è di ben 13 giorni. Le date importanti da ricordare sono il 25 Dicembre, 31 Dicembre, 1 e 6 Gennaio. In questo lasso di tempo i Romani erano convinti che i morti potessero tornare sulla terra dai loro cari che serenamente li accoglieranno con l'accensione di lumini e doni sotto forma di cibo. Tutto questo ci dà un senso di appartenenza, di vicinanza condita da un'avvolgente clima di magia.

In realtà, la questione riguardo alla data dell' avvento del Natale è stato un argomento di non poche discussioni. Ma è molto plausibile che la sua origine sia Romana. Infatti il 25 Dicembre, i Romani facevano cadere la data del compleanno del Sole invictus (Sole mai sconfitto), a cui si allacciato anche i festeggiamenti del Solstizio d'inverno con annesse esibizioni e accensione di fuochi. Con l'entrata del solstizio d'inverno, che corrisponde di solito al 21 dicembre, la notte più lunga e il giorno più corto dell'anno, le giornate diventano finalmente più lunghe e luminose. Il Sole infatti entra nella sua fase di rinascita il cosiddetto " Sole invictus", come menzionato sopra. Un influenza importante li ebbero anche i Saturnali, feste celebrate dai Romani in onore del Dio Saturno, protettore dell'agricoltura e signore del Tempo, scacciato dell'Olimpo da Giove (suo figlio) ed accolto nel Lazio dal Dio Giano. Dal punto di vista storico è curioso ricordare che fu Papa Giulio primo nel 353 circa a far coincidere la nascita di Gesù con la data del 25 dicembre. In seguito, riconfermata da Papa Leone I, detto il Magno il cui pontificato fu dal 29 settembre 440 fino alla sua morte nel 461. Giungiamo, infine, nel 529 con Giustiniano imperatore romano d'oriente, che ne ufficializzò definitivamente la data.

Dopo questa infarinatura e breve parentesi religiosa e storica, il più grande errore che a parer mio si fa è ridurre il Natale ad una mera festa basata sul consumismo, sull'apparenza e sulla leggerezza di quello che in realtà è il vero significato più profondo. Bisognerebbe riconsiderare il Natale da un punto di vista dell'anima, ricordarne la sacralità, assaporare quel gusto profondo, avvolgente che coinvolge ognuno di noi dall'interno. Celebriamo noi stessi, non solo la festa. Illuminiamo con la consapevolezza il nostro sé più autentico e profondo, attivando le nostre risorse energetiche ancestrali, dimenticate, assopite da una effimera sensazione di benessere. Ascoltarsi è un imperativo amplificato in questo periodo dell'anno, che può avvenire attraverso la scrittura, la meditazione, le canzoni, le parole che poi diventano Mantra. Dobbiamo sollevarci da ogni distrazione, da ogni situazione superficiale che disperde la concentrazione e la solitudine interiore di cui abbiamo assoluta necessità. Riconnettersi alla nostra parte più intima significa anche fare i conti con sé stessi, rivalutare il rapporto con le persone care, l'ambiente in cui si vive, riflettere sul senso della vita, dedicandosi alla propria crescita interiore, magari leggendo libri come supporto, riprendendo testi classici come greci o latini, impregnati di saggezza e cultura, ancora, approfondire le diverse filosofie di vita orientali. Meditare anche sul ciclo vita/morte, menzionando a tal proposito Seneca il quale disse: "La morte, o fine o passaggio", riferendosi alla dimensione materialista e spirituale della vita. La morte vista come fine della vita, secondo la visione materialista, oppure la morte è solamente un passaggio ad un'altra esistenza, in chiave spirituale. Visioni entrambe sicuramente altamente condizionanti riguardo ad una creazione interna e crescita in chiave evolutivo/spirituale. I cammini iniziatici di ognuno di noi sono unici e, qualunque sia l'approccio, secondo me è giusto ai fini di un sano Risveglio. Un risveglio, dove l'amore inteso come motore di un piano Divino superiore, ci porta ad Amare noi stessi ed il prossimo in modo universale, esteso fino al perdono personale e altrui, con compassione ed empatia emotiva. Un donarsi, donare il proprio essere, la propria essenza, compartecipare a livello animico e non solo a scopo materialistico. Elargire gentilezza, azioni improntate sulla generosità, soprattutto il sorriso, simbolo di fiducia e sicurezza. Regaliamo frammenti di felicità, presenza consapevole, scrutando in noi stessi e raggiungendo quella capacità di saper costruire attorno a noi un alone di magia attraverso la sicurezza emotiva. Un Regalo che ancora ahimè non tutti sono in grado di poter fare. Costruiamo la nostra felicità attraverso l'introspezione, penetrando dentro le nostre zone d'ombra e connetterle con quelle intrise di luce. Un premio, un regalo che anche l'universo accetterà ben volentieri, rendendo le nostre giornate all'insegna delle benedizioni e dei miracoli.

 

 

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