Decine di delegati abbandonano l’Assemblea generale mentre il premier israeliano sale sul podio. Lui attende, poi attacca: «Codardi morali». La scena restituisce plasticamente la frattura internazionale attorno a Israele

 

di  Monica Vendrame

L’immagine, prima ancora delle parole, racconta tutto.

Benjamin Netanyahu sale sul podio dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e, mentre si prepara a parlare, decine di delegati si alzano e lasciano l’aula in segno di protesta. Le immagini mostrano ampie porzioni della sala svuotarsi rapidamente, tra contestazioni, applausi e richiami all’ordine.

Reuters conferma che l’uscita collettiva si è verificata all’inizio dell’intervento del primo ministro israeliano, il 24 settembre, durante l’81ª Assemblea generale dell’ONU.

Netanyahu non si scompone. Guarda i rappresentanti lasciare i propri posti, attende che il movimento si esaurisca e poi reagisce duramente, definendo i delegati che se ne stanno andando “codardi morali” e invitando chiunque condividesse quella posizione ad abbandonare a sua volta la sala.

Dalle tribune arrivano però anche manifestazioni di sostegno. Reuters riferisce che alcuni presenti hanno scandito in ebraico “Il popolo di Israele vive”, mentre il premier iniziava il suo intervento.

È una scena che va oltre il valore simbolico del gesto.

Il walkout arriva infatti in una fase di crescente pressione internazionale sul governo israeliano per la conduzione della guerra a Gaza e rende visibile, nel cuore stesso delle Nazioni Unite, una spaccatura diplomatica ormai difficilmente occultabile. Reuters parla di un crescente isolamento internazionale di Israele legato al conflitto.

Ma Netanyahu sceglie di non arretrare di un millimetro.

Nel suo discorso difende apertamente l’azione israeliana nella regione, respinge le accuse rivolte al suo governo e alle forze armate e ribadisce che Israele continuerà a difendersi.

Il premier attacca inoltre duramente alcuni dei suoi critici internazionali. Tra i bersagli del suo intervento ci sono il sindaco di New York Zohran Mamdani, Qatar e Turchia, accusati da Netanyahu di diffondere menzogne contro Israele. Il governo del Qatar ha respinto pubblicamente tali accuse.

Netanyahu affronta anche il tema delle accuse di genocidio formulate contro Israele, negandole categoricamente. Sulla questione resta aperto un durissimo confronto internazionale e giudiziario: il premier è oggetto di un mandato d’arresto della Corte penale internazionale emesso nel 2024 per accuse di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, accuse che Israele contesta.

Ampio spazio viene riservato anche all’Iran e alla strategia militare israeliana nella regione. Netanyahu rivendica le scelte compiute dal suo governo e presenta Israele come impegnato su più fronti, sostenendo che il Paese non abbia alternative alla prosecuzione della propria azione militare.

Fuori dal Palazzo di Vetro, intanto, la tensione continua.

Diverse centinaia di manifestanti si radunano nei pressi delle Nazioni Unite. Alcuni bloccano il traffico scandendo slogan contro il sostegno militare a Israele; la polizia procede a diversi fermi.

Dentro l’aula, però, resta soprattutto un’immagine.

File di sedili vuoti davanti al podio dell’ONU.

Non tutti i rappresentanti hanno abbandonato la sala e Netanyahu ha ricevuto anche applausi e manifestazioni di sostegno. Ma l’uscita di decine di delegati è un fatto politico difficile da ridurre a semplice protesta scenografica.

È la fotografia di una comunità internazionale profondamente divisa su Israele, Gaza e sull’intero equilibrio mediorientale.

E forse proprio qui sta la forza della scena: prima ancora che Netanyahu pronunciasse il suo discorso, una parte dell’Assemblea aveva già scelto di rispondere alzandosi e andando via.

 

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Monica Vendrame
Author: Monica Vendrame
Biografia:
Vive a Pegli, affacciata sul mare di Genova. Direttrice editoriale del quotidiano online La Voce agli Italiani, redattrice de "La Voce del Savuto", unisce rigore giornalistico e sensibilità umana, occupandosi di attualità, cultura e temi sociali. Vicepresidente dell’Associazione culturale Atlantide, promuove eventi e progetti dedicati all’arte e alla parola. Scrittrice e poetessa, sta lavorando al suo primo volume di liriche. Ama la fotografia, la lettura, l’arte in ogni forma e ha uno sguardo attento alle sfumature della vita.
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