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di Giovanni Macrì

“Mons albus” (monte bianco) è il nome che diedero i latini all’odierna Montalbano per via del fatto che di inverno si tinge di un bianco splendente. Mentre Elicona probabilmente deriva da “Helikon”, risalente alla colonizzazione greca nel VII - VIII secolo a.C., per la tortuosità del torrente limitrofo. 

Cittadina dolcemente incastonata sui monti Nebrodi su cui si arrocca con il suo Castello che è divenuto un’indelebile icona del messinese. 

Borgo medievale edificato, così come lo vediamo oggi, intorno all’XI secolo, a 900 metri di altezza s.l.m.. Punto strategico difensivo, costruito dal Sacro Romano Impero Federico II su preesistenti mura bizantine e arabe.

 

 È un labirinto di stradine e viuzze dove il tempo sembra essersi fermato a un epoca che fu. Borgo dei borghi 2015. 

Dopo metà di agosto il borgo di Montalbano Elicona s’immerge nelle atmosfere medievali: le tradizionali “Feste Aragonesi”, fiore all'occhiello dell’estate montalbanese, giunte nel 2019 alla 40° edizione. 

Si inizia, infatti, con le visite guidate presso il castello svevo-aragonese, seguono le visite presso la Valle dell’Argimusco dove si ergono dei maestosi megaliti tanto da essere soprannominata la ”Stonehenge” italiana. 

Il giorno successivo l’attesissimo “Corteo Storico” con i costumi del tempo tra le vie del Borgo che culminerà con l’arrivo del Sovrano Federico II Re di Sicilia e la successiva “Festa Medievale”. 

 

 

Quindi il “Torneo di tiro dell’arco” e per finire un imperdibile spettacolo di teatranti, acrobati e fuochisti: un percorso tra botteghe, degustazioni, accampamenti, falconieri, giochi e spettacoli di animazione. 

 

 Il Corteo è la rievocazione storica dell’arrivo del Re di Sicilia Federico II a Montalbano Elicona, sua residenza estiva prediletta accompagnato dalla sua corte e dal suo consigliere e medico personale Arnaldo da Villanova,
dal seguito di oltre un centinaio di cavalieri catalani, aragonesi e siciliani, dalle guardie reali, dalla cancelleria e dai falconieri.

Montalbano borgo a me molto caro a cui ho voluto dedicare una mia lirica…

 

Borgo che fu
(dedicato a Montalbano Elicona - Messina)

Un caliginoso tramonto sul borgo antico
appare come indelebile schizzo di quadro.
Su rugosi terreni e sudate campagne arate
una lieve brezza disperde il canto dei corvi
accarezzando pini e cipressi raggruppati
come sentinelle sullo sperone roccioso.
Sgretolato dal tempo di epoche trascorse,
ancor l’indomito e fiero maniero,
recante tracce bizantine e poi normanne,
si erge sulla collina circondato,
come sudditi prostrati ai suoi piedi,
da minuscole case di pietra, mattoni
e tetti di coccio di un rosso sbiadito.
Tra queste dimore vedi vicoli ovattati
dove anche l’ora rallenta la sua corsa.
Rintocchi austeri dei sonanti bronzi
della settecentesca Chiesa Madre
accompagnano il procedere stanco
dei contadini che tornano dai campi.
I putti della fontana sembrano giocare
col sorriso innocente dei bimbi
tra riverberi di luci e traboccante acqua.
Donne di nero vestite per le viuzze,
accomodate su vecchie sedie impagliate,
tacite snocciolano grani di Rosario.
Solo fiaccole ne accendono il silenzio.
L’intero universo appare armonioso
di una luce totalmente acquietante
e una pace incerta, ma invitante
circonda la mia inviolabile ombra.
Il pensiero vola a momenti passati
dove gonfaloni ai muri delle case,
usbergo e spada di prodi cavalieri
e zendàdi di seta pastello delle dame
ci proiettano, tristi, nel tempo che fu. 

 

 La rievocazione delle Feste Aragonesi è quindi un modo per mantenere vivo il legame con la storia e con il territorio, festeggiando l’identità di una comunità intera e regalando al pubblico la possibilità di un tuffo nel passato. 

 

L’apertura delle botteghe dei mestieri tradizionali e il Corteo Storico riproporranno l’atmosfera medievale e faranno rivivere ai visitatori un’esperienza unica, fondendo presente e passato, l’amore per la storia e la tradizione con la capacità di ricreare a beneficio del pubblico uno spettacolo affascinante.
La naturale scenografia del borgo viene esaltata dalla presenza di dame, cavalieri e donzelle, arcieri, trovatori e giullari che improvvisano suggestivi spettacoli, animando con le loro rappresentazioni le strade del paese trasformato per tre giorni in un vero e proprio villaggio medievale, tra antiche botteghe e un variopinto mercato medievale, in cui sarà possibile gustare pietanze tipicamente medievali, cibo di strada e buon vino. 

Giorni dove la parola d’ordine è “condividere emozioni” che vedono il Castello di Federico II, la piazza e la chiesa Maria SS. della Provvidenza, diventare un punto di riferimento per la crescita individuale e collettiva.
Ogni anno la sfilata richiama migliaia di persone, e il Corteo Storico è solo la parte finale di una grande festa che inizia già giorni prima il cui obiettivo è incentivare la produzione artistica, non come sodalizio per pochi eletti, ma quale valore sociale che contribuisca a sviluppare turismo intelligente. 

 

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Info Autore
Giovanni Macrì
Author: Giovanni Macrì
Biografia:
Medico chirurgo-odontoiatra in Barcellona Pozzo di Gotto (ME) dal 1982 dove vivo. Ho 63 anni e la passione per la scrittura è nata dal momento che ho voluto mettere nero su bianco parlando della “risurrezione” di mia figlia dall’incidente che l’ha resa paraplegica a soli 22 anni. Da quel primo mio sentito progetto ho continuato senza mai fermarmi trovando nello scrivere la mia “catarsi”. Affrontando temi sociali. Elaborando favole, romanzi horror, d’amore e polizieschi. Non disdegnando la poesia in lingua italiana e siciliana, e completando il tutto con l’hobby della fotografia. Al momento ho 12 pubblicazioni con varie case editrici.
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