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di Adelaide Baldi

Il 24 giugno si ricorda la nascita di San Giovanni Battista, il Santo più venerato al mondo.

Anche molti paesi del Cilento, in provincia di Salerno, si vestono a festa in questo giorno: Cardile, Laurito, Licusati, Castel San Lorenzo, Mandia (Ascea), (Gioi), San Giovanni (Stella Cilento), San Giovanni a Piro, Roccagloriosa, Rofrano, Sassano, Sapri, Villa Littorio (Laurino),  Zoppi (Montecorice) ed altri.

La ricorrenza di San Giovanni, molto sentita dalla popolazione cilentana, è associata a sacre rappresentazioni e a tradizioni, ma anche a leggende e rituali considerati magici. 

A Celso di Pollica, isolata su una collina, si trova una piccola chiesa consacrata a San Giovanni Battista. Molto probabilmente è l’unica costruzione che resta di un antico villaggio del ‘500.  Numerosi fedeli, da sempre, si recano nella chiesetta di questo posto chiamato San Giovanni “Piericoste” o San Giovanni “del Ruchito”,  per la Santa Messa del 24 giugno, unico giorno dell‘anno in cui la chiesa è aperta. Dopo la Santa Messa i fedeli si riuniscono all’ombra degli alberi di fichi e olivi accanto alla chiesetta, e come una grande famiglia mangiano insieme e intonano antichi canti religiosi fino al calar del sole.

A Eredita, frazione di Ogliastro, al termine della processione si assiste ad una delle sacre rappresentazioni più suggestive di tutto il Cilento: il Volo dell’Angelo. Un bambino, sospeso in aria, nei panni di un angelo recita antichi versi dedicati al Battista di cui si celebra il ruolo di precursore di Cristo.  Pare che questa usanza, segno di ringraziamento, abbia origine da una leggenda legata ad un pastore che mise in salvo il paese da un’incursione saracena il giorno 24 giugno. 

Nel comune di Perito, a Ostigliano purtroppo una bella tradizione è andata persa. Alla vigilia di questo giorno fino agli anni ’50 si svolgeva la processione detta delle lanterne: 24 lumi accesi aprivano il corteo processionale  in segno di devozione e di buon augurio per il raccolto. 24 stava ad indicare il giorno della nascita di San Giovanni e i mesi dell'anno.

Sempre alla vigilia di questo giorno molti dicono che allo scoccare della mezzanotte sia  possibile  udire i rintocchi della campana della chiesa di San Giovanni a Tresino (borgo abbandonato del comune di Castellabate) trafugata dai saraceni e poi gettata in mare per evitare che la loro nave affondasse per il troppo peso. 

Nel Cilento, come in molte altre parti d'Italia, sono tanti i riti ritenuti propiziatori legati alla notte di San Giovanni. In passato la sera della vigilia le fanciulle mettevano un albume d’uovo in recipiente d’acqua presa da setti fonti diverse e posto sul davanzale della finestra. Leggere i destino delle giovani, attraverso la forma generata dall'albume nell'acqua, toccava alle più anziane la mattina seguente. È ancora in uso, sempre alla vigilia, raccogliere delle erbe, in particolare l’iperico, ritenute curative ed in un certo qual modo magiche. Molti altri sono i rituali legati a questa ricorrenza, così come le credenze. La più antica narra che in questa magica notte una trave di fuoco attraversi il cielo e su di essa ci siano Erodiade e la figlia Salomè, che aveva ottenuto da Erode  la testa di San Giovanni Battista su un piatto d’argento. Disperate vagherebbero nel cielo gridando: “Mamma mamma pecché 'u chiedisti?” -  “Figlia figlia pecché 'u facisti?“ (Mamma mamma perché me lo chiedesti?” - “Figlia figlia  perché lo facesti?” ).  Addirittura i più anziani affermano che all’alba del 24 giugno la sfera del sole sia più luminosa del solito e che a delimitarne il contorno ci sia un cerchio di fuoco che gira per qualche ora, e che alcune ragazze da marito riuscirebbero a intravedere la testa di San Giovanni decapitato, segno che andranno in sposa entro l’anno.

Sicuramente tutte queste usanze e credenze faranno sorridere qualcuno, però conservano tutto il fascino dei tempi passati, quando la felicità era legata al sapore semplice delle piccole grandi cose.

 

Immagine dal web

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Info Autore
Adelaide Baldi
Author: Adelaide Baldi
Biografia:
Adelaide Baldi è nata in Valtellina nel 1970. Dall’età di 7 anni vive nella patria della Dieta Mediterranea, sulla costa del Cilento. Maestra di scuola elementare e giornalista. Collabora per "Cronache Cilentane", mensile di informazione del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Le piace giocare a tennis e svagarsi con il recupero di oggetti e mobili desueti. Appassionata di fotografia, cucina e pittura. Caravaggio è il suo pittore preferito.
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