Durante l’esibizione di Max Pezzali al Festival di Sanremo, mentre veniva eseguita La regola dell’amico, è stato inserito il ritornello di “Disco Inferno”, storico brano dei The Trammps. Fin qui, una scelta musicale legittima.
Il passaggio che ha fatto discutere è arrivato sulle parole “burn baby burn”: sul palco sono comparsi tre performer con caschi neri lucidi e scudi trasparenti, immersi in un’ambientazione da discoteca, tra luci violacee e atmosfera da club.
In astratto, una coreografia come tante.
Nel contesto attuale, qualcosa di più problematico.
La tragedia della discoteca di Crans Montana, ancora viva nella memoria di ciascuno di noi, ha lasciato immagini precise: un locale notturno trasformato in inferno, giovani coinvolti, fuoco, caos. In questo scenario, l’accostamento tra il brano “Disco Inferno”, il ritornello che ripete “brucia”, e una messa in scena da club con caschi in evidenza non poteva passare inosservato.
Non serve evocare teorie complottiste. Non esistono prove di intenzioni simboliche. Ma esiste una questione di opportunità.
Sanremo è un evento nazionale, seguito da milioni di spettatori. Ogni immagine trasmessa assume un peso maggiore proprio perché entra nelle case di tutti. E quando un’immagine può richiamare, anche indirettamente, una tragedia recente come quella di Crans Montana, la prudenza non è censura: è sensibilità.
Colpisce, piuttosto, il silenzio. La discussione è rimasta confinata ai social, mentre il racconto mediatico del Festival ha ignorato la questione. Eppure il tema non è marginale: riguarda il rapporto tra spettacolo e realtà, tra libertà artistica e senso del contesto.
Forse la coreografia era stata decisa settimane prima. Forse nessuno ha valutato l’effetto possibile. Ma è proprio questo il punto: in una macchina organizzativa così complessa, possibile che non ci sia spazio per chiedersi se una scelta scenica sia adeguata al momento storico?
La domanda non è se qualcuno abbia voluto lanciare un messaggio.
La domanda è più semplice: era necessario mantenere quella scelta, con quel brano e quella messa in scena, proprio ora?
Nei grandi eventi pubblici la libertà artistica resta intatta.
Ma il buon gusto dovrebbe restare una bussola.
https://youtube.com/shorts/v-fey1H2Rbs?si=U1p2w6v9kvwrrC3w

