di Stefano Dentice
Se non è una barzelletta, poco ci manca. Incredibile ma vero: Piero Pelù, venerdì 4 luglio, sarà in concerto con l’Orchestra Jazz Siciliana al “Teatro di Verdura” di Palermo, ospite del Sicilia Jazz Festival 2025. Posto che, ovviamente, ognuno è libero di fare ciò che ritiene opportuno, in piena coscienza, la domanda sorge comunque spontanea: che c’entra Piero Pelù con il jazz?
Sia chiaro, a scanso di equivoci: a prescindere dai gusti musicali personali, massimo rispetto per la carriera di un artista importante come lui, che da quarantacinque anni circa rappresenta un punto di riferimento per la scena rock italiana, noto soprattutto per essersi affermato come frontman della storica band Litfiba. Ma da quando il cantante fiorentino è improvvisamente diventato un elegantissimo crooner o uno specialista dello scat? Chi lo ha consacrato come erede di Frank Sinatra, Dean Martin, Tony Bennett, Mel Tormé o Kevin Mahogany?
Lo sanno pure i sassi di fiume che Pelù sta al jazz come Luigi Di Maio sta alla grammatica italiana. Eppure, il Sicilia Jazz Festival, nella persona del suo direttore artistico Luca Luzzu, probabilmente coadiuvato da un suo staff, ha avuto la geniale idea di invitarlo in una rassegna definita «jazz». È fin troppo evidente, financo lapalissiano, che la scelta di ospitare un artista così famoso come il leader dei Litfiba è solo ed esclusivamente legata a una mera operazione commerciale, mirata alla vendita del maggior numero possibile di biglietti. Ma ciò che lascia davvero perplessi, quello che fa veramente indignare, è la totale mancanza di rispetto nei confronti di un genere musicale come il jazz; in questo caso.
Fa ancora più specie vedere il suo nome nello stesso cartellone accostato a quello di veri jazzisti come, uno su tutti, Victor Wooten, fra i più grandi bassisti degli ultimi quarant’anni. Ma la responsabilità non è certo da ascrivere a Piero Pelù, bensì a chi ha operato una scelta kafkiana che stride fortemente con ciò che rappresenta il jazz. A dire il vero, neppure i Village People, presenti anche loro nel programma della kermesse, sono esattamente paragonabili ai Jazz Messengers o all’Art Ensemble of Chicago. Ma è il cantautore e rocker toscano a essere distante anni luce da un genere musicale che non gli è mai appartenuto.

Questi criteri di valutazione, dal punto di vista puramente stilistico, strettamente legati al genere, fanno rabbrividire, lasciano sgomenti. Non può essere tollerabile per nessun motivo l’idea di ospitare un artista che, in tutta la sua vita, non ha mai frequentato professionalmente il jazz nemmeno per sbaglio; pur di andare a colpo sicuro sul sold out. Chi ne soffre realmente è lo stesso jazz, sono i cultori di questo genere, gli appassionati che da anni pagano il biglietto per vedere concerti dei veri jazzisti, quelli con la “J” maiuscola. È vero, esiste la musica bella e brutta. Ma piaccia o meno, la differenza fra un genere musicale e l’altro esiste eccome!
Per cui, bisognerebbe avere il coraggio, magari, di cambiare denominazione: da Sicilia Jazz Festival a Sicilia Music Festival, in modo tale da stroncare qualsiasi polemica sul nascere. E invece no, perché dire e “fare” jazz, soprattutto oggi, fa «figo», è «trendy», è «moderno». Peccato, però, che il jazzofilo della prima ora debba poi ricorrere a un potente antiacido per evitare un attacco di gastrite. Ad onor del vero, il Sicilia Jazz Festival non è il solo a realizzare calendari jazzisticamente a dir poco discutibili, per usare un eufemismo. Ma al contrario, ci sono anche altre realtà, come ad esempio il neonato Notes Around SMG, festival di Lainate alla prima edizione, diretto dallo straordinario pianista jazz Antonio Faraò che, proprio per evitare di creare confusione e mandare messaggi musicalmente errati, omette scientemente il termine «jazz» nel nome della rassegna. Anche se nel caso di questo festival, figurano comunque artisti del calibro di Fabio Concato e Mario Biondi che rispetto a Piero Pelù, di sicuro, sono decisamente più affini al mondo jazzistico.
Ebbene sì, un’altra tristissima pagina è stata scritta. Una proposta artistica, quella di Piero Pelù, che con ogni probabilità farà registrare il record di biglietti venduti, ma che nuoce gravemente alla salute del jazz, dei jazzisti e dei veri jazzofili.

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Author: STEFANO DENTICE
Biografia:
Giornalista musicale, sportivo e Press Agent Freelance, si dedica prettamente al jazz, a generi musicali affini e al calcio. Numerose le collaborazioni giornalistiche, radiofoniche e televisive passate e attuali dall’inizio della sua carriera a oggi con: Suono, Extra Music Magazine, Arte e Luoghi, Sound Contest – Musica e altri linguaggi, Roma in Jazz, Italia in Jazz, SpettacolArt, Note in Vista, ManduriaOggi, Il Giornale Off (inserto culturale online del quotidiano Il Giornale), Strumenti & Musica Magazine, Teatro Magazine, Calcio News Time, Juve News Radio, Juventus News 24, Radio Bianconera, JMania, Juvandme, RT Radio Terapia, Dischi e Musica (approfondimento musicale della testata giornalistica online May Day News, rubrica intitolata Bollettino Jazz in onda su GT Channel e SoundItalia Web TVRadio), La Voce agli italiani, DoppioJazz (Storie di Uomini & Dischi), A Proposito di Jazz, di e con Gerlando Gatto, Globus Magazine, Radio Moncalieri (al programma Arena Sportiva), Radio Empire (testata giornalistica online collegata alla radio), Frammenti Bianconeri, La Signora in Bianconero (canale YouTube - format Poker Bianconero). Figura come membro di giuria per l’Associazione Promozione Arte (Orpheus Award per le produzioni italiane fisarmonicistiche), al 5° Premio Artistico Letterario Internazionale “Magna Graecia-Arte e Poesia”, al 2° Premio Letterario Nazionale “Autori Italiani 2022” (Liriche in Italiano), al 6° Concorso Artistico Letterario Nazionale “Il Sabato del Villaggio” – “Emozioni e Melodie in Versi”, al Sesto Premio Artistico Letterario Internazionale “Magna Graecia – Arte e Poesia” e al 3° Concorso Artistico Letterario Nazionale – Autori Italiani 2024. Da ufficio stampa indipendente, svariate le sue collaborazioni passate e attuali con associazioni musicali, culturali e festival jazz, oltre a curare la comunicazione di concerti jazz e la promozione discografica di moltissimi musicisti e formazioni jazz, fra cui: DeArt Progetti, Pomigliano Jazz in Campania, Bari in Jazz, Nazioni a Tavola, Francavilla è Jazz (Capo Ufficio Stampa), Termoli Jazz (Capo Ufficio Stampa), Tintiland, Gaiajazz Musica & Impresa, Cesena Jazz Festival (2023), Principles Sound, Dario Chiazzolino, Chiara Raggi, GB Project, Alberto La Neve, Alberto La Neve e Fabiana Dota, Nico Morelli, Rosario Bonaccorso, Francesco Mascio e Alberto La Neve, Amanita, Laura Sciocchetti, Francesco Mascio, Vittorio Cuculo, The Bumps, Giuseppina Ciarla, Pagine Vere, Michela Lombardi & Piero Frassi Circles Trio, Sissy Castrogiovanni, Nino Buonocore, Lucia Filaci, Antonio Artese Trio, Gaetano Partipilo Quintet Feat. Angela Esmeralda, Enrico Solazzo, Ludovica Burtone, Eugenia Canale Quartet, Mafalda Minnozzi, Claudio Giambruno, Andrea Sabatino & Fabio Zeppetella – Jazz Experiences, Sud Experience – Festival delle Arti (2023), Martha J. & Chebat Quartet Featuring Giulio Corini and Maxx Furian, Letizia Onorati-Max Ionata-Paolo Di Sabatino – Across the World, Letizia Onorati meets Andrea Rea-Daniele Sorrentino-Lorenzo Tucci – Connections, Letizia Onorati meets Andrea Rea-Dario Rosciglione-Lorenzo Tucci – Connections, Daniele Falasca “Accordion Solo”, Daniele Falasca Trio, Sant’Elpidio Jazz Festival (2024), Francesco Venerucci Featuring Javier Girotto – Jacopo Ferrazza – Ettore Fioravanti, Joe Pisto – Fausto Beccalossi. Il 13 giugno 2019 gli è stata conferita la Nomina di Accademico per Meriti Artistici da parte del Presidente dell’Accademia Internazionale Il Convivio: il Prof. Angelo Manitta. Nel corso della sua attività giornalistica ha intervistato svariati musicisti di blasone nazionale e internazionale, come: Mike Melillo, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Giovanni Guidi, Daniele Di Bonaventura, Gianluca Petrella, Michele Rabbia, Renzo Ruggieri, Antonello Messina, Marc Berthoumieux, Antonello Salis, Peter Soave, Giovanni Ceccarelli, Nico Morelli, Joe Barbieri, Enrico Capuano, Mafalda Minnozzi, Petra Magoni e molti altri ancora. Da ottobre 2020 a dicembre 2022, in qualità di Press Agent (per jazz e world music), ha lavorato per la Red&Blue Music Relations, una fra le più importanti agenzie musicali italiane di comunicazione e promozione. Per conto di questa agenzia si è occupato dei seguenti artisti e gruppi: LaRizzo, Franca Barone, Alessandro Bertozzi, AB Quartet, Urban Fabula, Daniela Spalletta, Mafalda Minnozzi, Silvia Donati & Nova 40, Paolo Fresu Feat. Petra Magoni (solo promozione radiofonica), B.F. Project, Joe Debono Quintet, Giovanni Guidi, Libertango 5tet, World Expansion alias Lomagistro-Partipilo-Giachino, Floriana Foti, Dan Costa Feat. Randy Brecker, Daniele Falasca, Solis String Quartet & Sarah Jane Morris, Luca Di Luzio (solo
promozione radiofonica), Blue Moka. Da agosto 2024 è caporedattore del periodico nazionale La Voce agli italiani.
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