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di Adelaide Baldi

Oggi a Pioppi, come in altri paesi del Cilento e non solo, si festeggia la Madonna del Carmine.

Il culto della Madonna del Carmine (o meglio del Monte Carmelo) trae origine dalla visione del profeta Elia che contemplò la Vergine sopra la figura di una piccola nube che saliva dalla terra verso il Monte Carmelo.

Nell’anno 93 d.C. gli eremiti che vivevano presso la fontana di Elia, in Palestina, edificarono sul M. Carmelo un luogo di culto e un romitorio, che divenne centro del nuovo ordine detto dei "Carmelitani”. Nel 1252 furono scacciati dai Turchi e si ripararono in Occidente sotto la guida di S. Simone Stock al quale apparve la Madonna in atto di salvare le anime del Purgatorio, con lo scapolare tra le mani. I “Carmelitani” a partire da allora furono attivissimi nel propagandare la fede cattolica, combatteremo eresie, fondarono numerose confraternite e conventi ove si dedicarono all’assistenza degli infermi e dei pellegrini; si recavano finanche nei luoghi più impervi e abbandonati per predicare ai pastori e ai contadini. 

Nel Cilento la loro comparsa sembra essere avvenuta alla fine del XVI secolo con la fondazione di alcuni conventi e all’acquisto di quelli abbandonati dai Francescani. Vicinissimi al litorale di Pioppi ne sorgevano quattro. Sul lido dei Pioppi fondarono una  cappella in onore della Madonna del Carmine per l’assistenza spirituale e materiale dei pescatori del luogo e dei contadini che abitavano nelle campagne circostanti. La cappella dei Pioppi  divenne ben presto meta di pellegrini per un quadro della Madonna ritenuto miracoloso e che il vescovo Jacuzio nel 1903 definiva “opus stupendam”.

L’afflusso dei pellegrini determinò il sorgere di una fiera (durava una settimana e si svolgeva sulla spiaggia) in concomitanza con la festa annuale che, come già era in uso altrove, si celebrava il 16 luglio. Nel corso del settecento Pioppi (come ormai era definita la località nei documenti) si sviluppò lentamente. La fiera annuale del Carmine si incrementò grazie anche all’approdo attiguo che cominciava ad essere frequentato da grosse barche da carico che prelevavano vino e olio e lo trasportavano a Salerno, a Napoli e in Sicilia da dove importavano zolfo e sale. In effetti Pioppi allora viveva prevalentemente in funzione di questa fiera e del movimento di barche che approdavano sul lido antistante la cappella della Madonna in quanto il porto del Fico era stato abbandonato a causa dell’insabbiamento della foce del torrente Mortelle. Alla vecchia fiera del Carmine si vendevano, fra le altre merci (vino, olio e stoffe), le tofe (conchiglie usate come strumenti musicali) e le mammole (recipienti di terracotta) provenienti via mare da Camerota e da Vietri. Col tempo la fiera è andata via via cambiando: le merci sono diventate quelle dei comuni mercati e i giorni si sono ridotti a uno. Questo fino al 2019. Nonostante ciò era vissuta con allegria da grandi e piccini. 

«Questo virus ci ha tolto la processione e anche questo. Erano gli unici giorni che mi portavano alla spensierata e gioiosa giovinezza. Chissà se vedrò ancora la bella fiera di un tempo» le parole, miste a lacrime trattenute, di un’anziana signora di Pioppi quando stamane le ho chiesto un ricordo di questa giornata di festa.

 

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Info Autore
Adelaide Baldi
Author: Adelaide Baldi
Biografia:
Adelaide Baldi è nata in Valtellina nel 1970. Dall’età di 7 anni vive nella patria della Dieta Mediterranea, sulla costa del Cilento. Maestra di scuola elementare e giornalista. Collabora per "Cronache Cilentane", mensile di informazione del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Le piace giocare a tennis e svagarsi con il recupero di oggetti e mobili desueti. Appassionata di fotografia, cucina e pittura. Caravaggio è il suo pittore preferito.
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