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Oggi parliamo di quanto è accaduto ad Ardea: si poteva evitare?
Pare che l'ingegnere disoccupato da oltre un anno fosse solito mostrare l'arma in occasione di ogni contrasto con i vicini di casa e che, in qualche occasione, avesse anche premuto il grilletto, puntando però verso il cielo.
In un occasione avrebbe aggredito la propria madre e si sarebbe presentato spontaneamente al Pronto Soccorso di Ardea, dove i sanitari avrebbero preso coscienza del problema, rimandando però le cure, ritenute non urgenti.
In più, quando il killer ha perso il padre, nessuno ha denunciato o tanto meno restituito la sua arma. I conviventi del killer hanno dichiarato che non trovavano la pistola.
Gli inquirenti dovranno verificare anche queste affermazioni, ma sappiate che la pena, per chi non dichiara l'arma ereditata, è molto bassa: ex art. 697 c.p., non supera l'anno di arresto se la si detiene in prima persona o i tre mesi per "Chiunque, avendo notizia che in un luogo da lui abitato si trovano armi o munizioni, omette di farne denuncia alle autorità, è punito con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda fino a euro 258".
In pratica sono morte quattro persone perché nessuno si è attivato per togliere l'arma dalle mani di un individuo instabile psicologicamente.
Si potevano chiamare i Carabinieri quando l'assassino era solito minacciare la gente con l'arma; si poteva avvisare il sindaco, che avrebbe potuto disporre un TSO; si poteva, nel caso dei parenti, recuperare l'arma e consegnarla al Commissariato per la distruzione.
Nulla è stato fatto e le conseguenze sono state tragiche.

 AvvFrancescoCatania

 

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