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di Ivana Orlando

L'empatia non è una carezza consolatoria né un vezzo emotivo da anime belle: è un radar di precisione clinica e uno strumento di lavoro imprescindibile. Riduciamo l'empatia a una dote caratteriale e faremo l'errore di confonderla con la bontà d'animo, dimenticando che si tratta di una competenza cognitiva e strategica, applicabile in qualsiasi settore professionale e umano.

Nei contesti legali più aspri — pensiamo alle separazioni conflittuali, ai maltrattamenti, allo stalking, alle persecuzioni silenziose o al dramma estremo del femminicidio — l'empatia diventa lo spartiacque tra una tutela burocratica e una giustizia reale. Spesso sono le donne a dover brandire questa consapevolezza per far valere i propri diritti e quelli dei figli, difendendosi da ex partner incapaci di accettare la fine di un legame e ostinati in comportamenti molesti, tossici e inadeguati rispetto a una storia familiare improntata all'educazione e al rispetto.

Qui entra in gioco il ruolo cruciale dell'avvocato e del giudice. Un'aula di tribunale non è un laboratorio asettico dove soppesare astratte formule di diritto: è il teatro di dinamiche umane complesse. La sola fredda analisi delle prove rischia di fallire se non viene inserita nel giusto perimetro umano e sociale.

La chiave di volta risiede nei contesti. Parafrasando la lezione di Albert Einstein sulla relatività, i fatti non esistono nel vuoto assoluto; acquistano senso, peso e verità unicamente in relazione al sistema di coordinate in cui avvengono. L'empatia è esattamente questo: la lente che permette di decodificare il contesto, di cogliere le sfumature di una manipolazione sottile, di smascherare la persecuzione quotidiana che sfugge ai codici ma distrugge le vite.

Un professionista della giustizia sprovvisto di empatia è come uno scienziato che rifiuta di considerare la forza di gravità: applica le regole, ma sbaglia i calcoli.

 
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Info Autore
IVANA ORLANDO
Author: IVANA ORLANDO
Biografia:
Nata nella Torino operaia, si trasferisce ancora bambina in Sicilia. Crescendo al sole del Mediterraneo, Ivana assimila dentro di sé la concretezza e la passione tipiche delle sue terre. Il suo animo turbolento la porta presto ad intraprendere la via dell’arte, cercando sempre nuovi linguaggi attraverso cui lasciar scorrere il fiume di emozioni in piena che le nasce dentro. Si confronta quindi con le opere dei grandi Maestri del Rinascimento, dai quali apprende il gusto per l’equilibrio e l’armonia, passando poi alla parola scritta, ispirata da Maestri come Neruda e Leopardi, per poi approdare alla poesia contemporanea di una grande poetessa italiana, Alda Merini. Dal primo posto del Premio di poesia e narrativa Villa Torlonia di Roma, alla pubblicazione del suo libro “Emozioni Incustodite!”. Finalista e vincitrice dell’Opera di Poesia Emozioni Incustodite della seconda edizione del Premio di poesia e narrativa Villa Torlonia di Roma, della Giulio Perrone Editore. Facente parte della giuria: Dacia Maraini. Troviamo altre sue pubblicazioni poetiche nell’enciclopedia di poesia contemporanea del Premio Internazionale Mario Luzi.
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