di Tony Casalnuovo
La furia cieca del governo israeliano non accenna a placarsi. Ben 430 attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati catturati dalle forze armate israeliane, condotti nel porto di Ashdod, fatti inginocchiare, ammanettati, offesi e vergognosamente umiliati.
È questo, in ordine di tempo, l’ultimo atto abominevole compiuto dai militari israeliani nei confronti della Flotilla. Ma ciò è solo la punta dell’iceberg di una vicenda letteralmente raccapricciante, perché il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliana Itamar Ben-Gvir, sprezzante e tronfio, ha documentato sui suoi canali social il trattamento ignobile riservato agli attivisti: «Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo. Sono arrivati come eroi, guardate come sono ridotti ora. Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa».
Queste le parole al vetriolo pronunciate dal malvagio ministro, al fianco di Benjamin Merdanyahu dal 2022, che dapprima ha rincarato la dose utilizzando il tema del terrorismo, per poi, fintamente, sostenere che il modus operandi di Ben-Gvir non è in linea con i valori del suo Paese.
Ovviamente anche la politica italiana ha commentato il fatto: Mattarella ha condannato l’accaduto definendolo «un trattamento incivile che tocca un livello infimo», mentre Giorgia Meloni, Tajani e Crosetto hanno preso le debite distanze pretendendo le scuse da parte del governo d’Israele.
Ma è proprio qui che casca l’asino. Questo trio di ipocriti, capeggiato dalla leader di Fratelli d’Italia, ha sempre fiancheggiato Merdanyahu sostenendo le sue politiche, senza mai esprimere una sola parola di condanna rispetto al genocidio perpetrato dal collega di Tel Aviv, che ad oggi ha sterminato circa 75000 palestinesi.
Pensare di lavarsi la coscienza così, solo perché è una sorta di “obbligo istituzionale”, non assolve Meloni e i suoi sodali per la vicinanza a un criminale di guerra come Benjamin Merdanyahu. In tutto questo tempo, infatti, il centrodestra al completo si è genuflesso al cospetto di questo miserabile, istigatore di odio e soggetto estremamente pericoloso per l’umanità intera.
Israele, a differenza della Russia, non ha ricevuto nemmeno mezza sanzione, ma solo sostegno e approvazione da parte di un governo italiano che si è già reso complice del massacro a Gaza. Del resto, il doppiopesismo è all’ordine del giorno, diventa quasi un diktat quando si tratta di leccare il deretano a Benjamin “Bibi” Merdanyahu.
Questa maggioranza di governo composta da una massa di pavidi dovrebbe solo recitare pubblicamente il Mea Culpa per aver spalleggiato uno psicolabile sanguinario che, imperterrito, continua a mietere vittime senza cedere di un millimetro. Un uomo, si fa per dire, obnubilato da un’impostazione ideologica figlia di un totale disprezzo per il popolo palestinese.
Invece, Giorgia Meloni si è limitata solo a dissociarsi da questo fatto di una gravità assoluta senza avere i c******i di tagliare i ponti, una volta e per tutte, con questo farabutto.
Ma purtroppo, nei dizionari di lingua italiana utilizzati dalla Presidente del Consiglio, il sostantivo coraggio è stato cancellato con il bianchetto.


