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di Vito Sorrenti

Baruch Spinoza, nella Prefazione del Trattato Teologico-Politico, scrive: «Sovente mi sono meravigliato che persone, le quali si vantano di professare la religione cristiana — e cioè amore, gioia, pace, temperanza e carità verso il prossimo — disputino con tale animosità piena di rancore e mostrino ogni giorno tanto amaro odio l’una per l’altra: ciò serve, più delle virtù che dichiarano di professare, a dimostrare lo spregiudicato criterio della loro fede».

Questa riflessione, a mio modesto parere, può essere applicata ai “politici” nostrani e non, per dimostrare in modo univoco le loro contraddizioni e la loro ipocrisia.

Dicono che hanno a cuore il bene comune, ma poi si ritrovano sempre più a lanciarsi accuse reciproche, a litigare ferocemente, a lavorare solo per “battere” l’altro invece di cercare di collaborare per risolvere i veri problemi.

Dicono che hanno a cuore la valorizzazione del territorio, ma quando si tratta di fare qualcosa di concreto sono più impegnati a fare guerra al “nemico” politico che a lavorare insieme per migliorarlo e valorizzarlo.

Dicono che hanno a cuore il benessere della comunità, ma è difficile crederlo quando maggioranza e opposizione, invece di mettersi d’accordo su cosa fare a tal fine, si rincorrono con accuse e recriminazioni.

E davanti a un simile spettacolo la domanda sorge spontanea: dov’è finita quella collaborazione che dovrebbe essere il cuore della politica locale? Dove sono le soluzioni concrete per valorizzare il territorio e favorire lo sviluppo economico? Si sentono tante parole che servono solo ad esacerbare gli animi e a peggiorare la convivenza…

E quindi ritengo sia necessario ricordare che «C’è un tempo per ogni cosa», come dice l’Ecclesiaste (Qohelet 3,1-8). C’è un tempo per la guerra e un tempo per la pace. E ciò vale anche per la politica locale, che non può essere un’arena dove i contendenti, invece di adoprarsi per amministrare e migliorare la vita dei cittadini, si scontrano per “vincere” la battaglia politica personale, per nutrire e soddisfare il loro narcisismo.

Chi ha davvero a cuore il bene della comunità, a mio modesto parere, deve comportarsi come la vera madre del racconto che segue.

Un giorno il saggio re Salomone dovette giudicare una causa in cui erano contrapposte due donne che vivevano sotto lo stesso tetto ed entrambe avevano da poco partorito un bambino. Solo che, a un certo punto, uno dei neonati morì e sua madre lo scambiò con il figlio dell’altra. Quando quest’ultima si accorse dello scambio, le due madri cominciarono a litigare, contendendosi entrambe lo stesso bambino.

Ognuna di loro sosteneva che il figlio fosse suo. Vista l’impossibilità di stabilire chi delle due fosse la vera madre, il Sovrano pensò a uno stratagemma: propose di tagliare il bimbo in due parti uguali e di offrirne metà a ciascuna.

La prima fu d’accordo con il Monarca e, con tono glaciale, disse: «Se non lo posso tenere io che sono la vera madre, allora è meglio tagliarlo a metà, così che nemmeno lei lo possa avere per intero». La seconda donna, invece, pregò il Re di non fare del male al bambino: «Datelo a lei, preferisco perderlo anziché vederlo morire», disse cadendo in ginocchio ai suoi piedi.

Spero vivamente che, alla luce di questo racconto, maggioranza e opposizione capiscano che, se non si vuole far morire il paese, occorre il coraggio della vera madre: rinunciare a qualcosa di sé per salvare ciò che è di tutti. 

 

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Info Autore
Vito Sorrenti
Author: Vito Sorrenti
Biografia:
Vito Sorrenti, nato a Polia (VV) il 27 luglio 1952, risiede a Sesto San Giovanni. Ha pubblicato numerosi libri di poesia, tra cui Gocce d’amore (1994), Vagando con la mente (2002, prefazione di Neuro Bonifazi, Helicon), Poesie (2008, Comune di Leonforte, vincitore dell’omonimo Premio), Amebeo per Euridice (2009, prefazione di Mauro Decastelli), La poesia è una ladra (2010, Centro Studi Tindari Patti), Poesie d’amore (2015, Vitale Edizioni), I Derelitti (Premio Internazionale “Il Convivio”, 2014), Visioni culturali (Premio “Antonio Filoteo Omodei”, Il Convivio, 2016) e Chiari oscuri del dolore (Premio “Patrizia Brunetti”, 2016). Ha inoltre pubblicato il saggio Personaggi illustri calabresi (Amazon, 2020) e la raccolta Versi avversi e diversi (Amazon, 2023).
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