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di Virginia Murru

Quel segno ‘meno’ che ha lasciato il fianco dell’ultima ‘B’, a prima vista sembrerebbe irrilevante per il rating dell’Italia, e invece sono occorsi notevoli passi avanti all’economia del Paese per questo upgrade che può riassumersi in una sola parola: ripresa. Quell’apparente insignificante segno sarà poco meno di un macigno dal quale si liberano i titoli di Stato (sui quali gravava dal 2020).

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di Virginia Murru

Ha preso il via in Senato l’iter di approvazione della Legge di Bilancio 2022, intanto è semaforo verde da parte dell’Ue, e ora il testo ufficiale del DDL verrà esaminato dai parlamentari con particolare attenzione. I 219 articoli passeranno nelle maglie strette di chi presenterà gli emendamenti.

Già allo studio quelli relativi alle misure sul Fisco, che si espliciterà in una revisione dell’Irpef. I parlamentari avranno un mese di tempo per la conclusione dell’iter di approvazione. La manovra vale circa 30 miliardi di euro.

Il parere di Bruxelles è positivo, la Commissione Europea ha espresso parere favorevole sulla traccia della Legge di Bilancio 2022, ovvero sul Documento Programmatico di Bilancio. E tuttavia sono state rimarcate le vulnerabilità nel settore finanziario e mercato del lavoro.
Riscontrate le conformità sulle raccomandazioni sottolineate nel corso del Semestre europeo, e relative congruità rispetto ai target programmatici. Speciali raccomandazioni sulla spesa pubblica, si invita l’Italia a monitorare con regolarità le misure di sostegno, nonché il loro utilizzo ed efficacia, adeguando gli interventi alle circostanze non prevedibili.
La discussione è ora aperta tra le forze dell’ampia maggioranza che compone l’esecutivo. Il tempo a disposizione non è molto, c’è già un notevole ritardo, e i dibattiti invece saranno tanti, con il rischio di complicare l’andamento agevole che la manovra dovrebbe seguire. Ostracismi, rallentamenti e dissensi potrebbero condurre il Paese nell’esercizio provvisorio.
E’ un rischio, e non sarebbe certo un incentivo ad un’economia che, malgrado gli ostacoli dell’emergenza sanitaria, è proiettata verso la crescita: l’aumento del Pil, +6,2% nel 2021, è la dimostrazione che il Paese sta cercando con tutte le sue forze di abbandonare le sabbie mobili della crisi scatenata dal Covid.

Ma in che cosa consiste il cosiddetto ‘esercizio provvisorio’, che si dovrebbe a tutti i costi scongiurare? E’ una sorta di emergenza causata dal ritardo nell’iter che riguarda la Legge di Bilancio, e sono misure eccezionali ‘provvisorie’. In questo periodo di gestione provvisoria - dovuta al fatto che la manovra non è stata approvata entro il 31 dicembre, e pertanto non può entrare in vigore il primo gennaio dell’anno successivo – non si possono adottare variazioni di bilancio, è d’obbligo anzi limitarsi a gestire solo operazioni di ordinaria amministrazione.

Le conseguenze non sarebbero di poco conto, perché una simile emergenza nell’amministrazione può provocare un collasso economico e la messa in discussione della credibilità del Paese da parte degli investitori stranieri. Ma anche delle Istituzioni Ue.

Considerato il ritardo, dunque, il Senato dovrà fare di tutto per rendere agevole il percorso di conversione del DDL. Intanto sono previsti 600 milioni di budget per i ritocchi.

La manovra presenta novità e conferme in materia di Fisco e di Lavoro, e naturalmente va anche oltre. Una delle voci più attese riguarda la proroga del Superbonus, già annunciata peraltro, ma saranno prorogati anche gli altri bonus casa.

Per quel che riguarda gli interventi sul versante pensioni, ci sono novità, dato che si è deciso di lasciare la tanto discussa Quota 100 (così cara alla Lega), e per rendere più soft il passaggio si va a Quota 102: ossia la modifica della disciplina relativa al conseguimento del diritto alla pensione anticipata. Con la previsione in Legge di Bilancio (Comma 1, lettera a), nel 2022 saranno in 16.800 in pensione, con 26mila euro di importo medio annuo. Si è modificata pertanto la disciplina concernente quella in via sperimentale relativa al periodo 2019-2021 (con legge 28 gennaio 2019, n. 4), in origine definita ‘Pensione Quota 100’.

La misura prevista dalla manovra sarà estesa al prossimo anno con altri requisiti, ridefiniti in diversa età anagrafica, stabilita ora in 64 anni, e occorreranno 38 anni di contributi di anzianità per i soggetti aventi diritto.

La riforma che riguarda l’alleggerimento della pressione fiscale, è quella che ha richiesto il maggiore impiego di risorse, circa 12 miliardi. Così si è espresso in merito il premier Mario Draghi: “Abbiamo destinato 12 miliardi per ridurre il carico fiscale, anche se si è parlato di 8 miliardi. Tra questi, 8 miliardi saranno impiegati per un intervento mirato, volto alla riduzione delle imposte sulle società, le persone e il cuneo fiscale. Le ipotesi di impiego sono diverse.”

Del resto se n’è parlato già a metà ottobre, tramite un comunicato stampa del Governo, il quale si riferiva alla riduzione della pressione fiscale come una delle priorità, “al fine di sostenere l’economia nella fase di transizione dalla pandemia, incentivando così il tasso di crescita a medio termine”.

Fondamentale negli obiettivi dell’esecutivo ridurre il carico fiscale di imprese e famiglie.
Nel Disegno di Legge di Bilancio, nel testo ufficiale, c’è una prospettiva delle misure previste, anche se, con l’iter parlamentare, c’è la facoltà di apportare modifiche, e alla fine costituirà il testo definitivo della manovra.

Uno degli interventi importanti in materia fiscale, come si è accennato, riguarda la riduzione degli oneri fiscali, tra cuneo, Irap e Irpef, per un importo di circa 8 miliardi di euro.

Prevista anche la proroga del Superbonus fino alla fine del prossimo anno, per tutti, ma tenendo presente la soglia Isee fino a 25.000 euro per le case unifamiliari. Conferma anche dei bonus casa, il beneficio si estende anche al bonus facciate, con una riduzione nell’impiego di risorse però: si va dal 90% al 60%.

Blocco sul cashback, che era già stato annunciato, doveva infatti ripartire dal primo gennaio scorso.

Previsto lo sconto in fattura e la cessione del credito fino al 2024, e non solo per il Superbonus.

Si è tanto parlato ultimamente anche degli interventi volti a calmierare i costi dell’energia, al riguardo la manovra prevede risorse pari a 2 miliardi, diretti alle bollette per la fornitura di energia elettrica.

L’Iva è soggetta ad una riduzione, si andrà dal 22% al 10% sugli assorbenti.

Ulteriore proroga della ‘plastic tax e sugar tax’, il rinvio è al 2023.

Destinato ai giovani il bonus affitto, riguarderà la fascia dai 20 ai 30 anni.

Sulle imprese le misure sono diverse e con notevole impiego di risorse. Tra le principali ci sono i Crediti di imposta Transizione 4.0, fino al 2025. Sarà rifinanziato il Fondo Garanzia PMI. 900 mln sono destinati alla Nuova Sabatini (si tratta di un incentivo destinato dal Ministero dello Sviluppo Economico all’accesso al credito delle imprese, la trasformazione del sistema produttivo verso la ‘Fabbrica Intelligente’, diretta all’industria 4.0.).
Sarà garantito il sostegno all’internazionalizzazione.

In materia di accesso alla pensione anticipata (come già accennato) ci saranno diversi approcci: la Quota 102 prevede un passaggio graduale al regime ordinario, con 64 anni di età e 38 anni di contributi maturati.

E’ stata confermata la tanto discussa ‘Ape Sociale’.

‘Opzione donna’, con i benefici previsti andrà avanti ancora per un anno.

Prevista uscita anticipata per i lavoratori delle imprese in crisi, con almeno 62 anni di età.
Saranno potenziate le risorse per il RdC, nuovo ordine nei controlli e previsti tagli.

Ci saranno anche sostegni diretti alla parità di genere.

In dirittura d’arrivo la riforma sugli ammortizzatori sociali.

Sono questi gli interventi più importanti nella panoramica prevista dalla manovra, ma i dettagli sono tanti e ora si attendono gli emendamenti che verranno apportati nel corso dell’iter parlamentare. 

 

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