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di Lucia De Cicco

Si terrà sabato 29 maggio 2021, nel pieno rispetto delle normative anticovid-19, la "Prima Festa Nazionale del Libero Pensiero". Promossa e organizzata dal Movimento Nazionale dei Liberi Pensatori su iniziativadel professoree giornalista Sergio Tursi Prato. Lo stesso è stato costituito nel mese di dicembre 2020, con regolare atto notarile ed è presieduto, oltre che da Sergio Tursi Prato, dal vice presidente avvocato Manlio Caruso, presidente della Fondazione "Astrea" di Roma, dal segretario generale, il commercialista Michele Antonio Triveri e dal direttore del Comitato tecnico-scientifico, il professore Vincenzo Ferrari, ordinario di Diritto Privato presso l'Università degli Studi della Calabria. Quest'associazione, apartitica, si occupa di formazione, ricerca, cultura e sociale e a oggi può contare su 66 iscritti, tra soci fondatori ed ordinari, residenti non solo in Calabria, ma anche in Campania, nel Lazio, in Lombardia, in Australia e negli Stati Uniti d'America.
Al proprio interno si avvale, fra l'altro, del supporto professionale della Fondazione "Astrea", con sedi a Catanzaro, Catania e Roma, "Vitambiente", " Biologi Senza Frontiere" ed Helios Magazine di Reggio Calabria, oltre alle collaborazioni con il Liceo Scientifico"Pitagora" di Rende e l'Istituto Comprensivo "Antonio Pagano" di Nicotera, Vibo Valentia. La manifestazione del 29 Maggio, il cui programma è riportato nel manifesto di copertina, sarà aperta a tutti, ma con ingressi e prenotazioni nominative.

 

 

di Giovanni Teresi

Partire alla scoperta del Mediterraneo è ancora oggi partire non verso un paesaggio ma verso innumerevoli paesaggi; non verso un solo mare ma verso un mare dalle luci di una varietà infinita; è partire non verso una civiltà nata sul mare ma verso civiltà che si sono stratificate nel corso d’una storia millenaria le cui tracce affiorano dappertutto; è trovare il mondo romano sulle rive del Libano, la preistoria in Corsica, l’impero ottomano in Iugoslavia. È immergersi nel più profondo dei secoli, quando popoli che vissero in questi mari eressero le costruzioni megalitiche di Malta, navigarono con i primi battelli i cui resti vengono oggi scoperti dagli esploratori sottomarini e , pezzo a pezzo, analizzati per ricostruire i primi momenti dell’uomo su queste acque.

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di Arianna Di Presa

 

 Nel presente articolo vorrei incentrare l'attenzione sull'arte di Chiara Beggiato giovane e talentuosa pittrice padovana che riesce ad innescare nel fruitore un fluido movimento dell’interiorità. I sensi dell’anima sono la rappresentazione più idonea a testimoniare l’eclettismo particolare della Beggiato, che attraverso il suo percettivo atto creativo supera ogni osservazione materica e predilige un soffio autentico per addentrarsi nella complicità emotiva che sussurra il suo silenzio più eloquente.

La peculiarità della sua pittura consiste in una lettura narrativa dialogica che il suono cromatico riesce a trasmettere in una dimensione primordiale, come se fosse la prima volta che il cuore venisse alla scoperta della sua essenza da nascituro, dopo aver percorso tante vite in luoghi sconosciuti tramutati in forti identità da poter radicare.

In questo senso, le scene variopinte realizzate dall’artista consentono di esplorare più universi dispersi e sospesi tra le corde intime e viscerali che inondano una sensibilità ultraterrena di una sottile ritmicità geometrica dove la razionalità si annulla e diventa metamorfica come una galassia desiderosa di visitare plurime dimensioni oltrepassando lo sguardo visibile verso una conquista invisibilità tra sfuggenti venti fatali come carezze celeste giunte al termine.

Un’apoteosi dunque, di emozioni eteree prossime all’eterno destino impossibile da edulcorare nella totale pienezza rivelata e atavica dove i limiti della sofferenza diventano giunture dorate da benedire e sublimare accuratamente.

 

<Oltre i limiti della sofferenza>

Come una crisalide

oltre i limiti della sofferenza

mi accingo

a sussultare i graffi recisi

di giunture ineliminabili

sgorgando invisibile

lungo i primordi del cielo

sull’ennesima corolla

mai fiorita.

Primeggio

da quell’altrove

 allo sguardo di tutti.

Esistono firme importanti del giornalismo che, a volte, infilano castronerie una dietro l'altra così come esistono professionisti seri della scrittura che dedicano le proprie enormi capacità alla crescita di realtà degne dell'attenzione dei media: questi ultimi si chiamano addetti stampa e spesso sono personaggi di grandissima levatura che hanno operato la scelta di lavorare dietro le quinte.
 
È il caso di Deborah Dirani giornalista che dopo aver scelto di abbandonare il sogno delle grandi testate ha scoperto quanto possa essere meraviglioso essere artefice della vittoria degli altri.
 
Un sogno che si realizza nel vedere realizzati, appunto, i sogni degli altri.
 
Ho incontrato Deborah per la mia rubrica e qui trovate la video intervista che accompagno con tutta la mia stima e la mia gratitudine.
 

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