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Grave incidente questa notte, a causa di una bravata: tre giovani ventenni si sono “divertiti” a rubare una grossa ruspa in una cava di porfido di Camparta – fra Trento e Albiano – per scorrazzare nel piazzale. Ma a causa dell’oscurità e forse per incapacità di manovra il pesante mezzo è caduto dal bordo del dirupo, rotolando per circa 200 metri e finendo per rimettersi su 4 ruote sulla riva dell'Avisio.

La macchina dei soccorsi si è messa in moto nella notte (l'allarme alla Centrale Unica 112 è arrivato alle 2,50) con ambulanze, Vigili del Fuoco di Meano, Giovo e Lavis, Nucleo Speleo Fluviale e forze dell’ordine e l’intervento in notturna dell’elicottero per uno dei tre ragazzi, che è in condizioni gravissime. Gli altri due sono riusciti a saltare giù dal mezzo, e sono rotolati nella scarpata sul porfido: uno è in gravi condizioni, l’altro non è in pericolo di vita.

Cosa rischiano questi ragazzi? Probabilmente un'accusa di tentato furto d'uso ed invasione di campo. Chi rischia di più è però il proprietario del mezzo che ha visto 200.000 € di apparecchiature distrutte e rese inutilizzabili dalla notte alla mattina. Spero per lui che sia assicurato o dovrà fare causa civile, sperando che i ragazzi abbiano di che rimborsare i danni arrecati.

AvvCataniaFrancesco

 

 

di Rita Scelfo

Villafrati è un piccolo comune in provincia di Palermo che ha visto diminuire a poco a poco gli allievi di una sezione della Scuola dell’Infanzia. I genitori non riuscivano a spiegarsi i capricci dei loro bambini che non volevano andare più a scuola; si confrontavano e attribuivano tutto al periodo di immobilità forzata che si era vissuto finché una bimba di tre anni, giocando con la sua bambola, le diceva di non volere andare a scuola perché “La maestra è cattiva”. Un’altra bambina riferiva che la maestra gridava sempre, che la sculacciava ed era terrorizzata tanto da farsi la pipì addosso.

Da qui il confronto tra le mamme che raccontarono dei comportamenti strani osservati nei loro figli; una bambina disegnava colorando tutto di nero e piangeva, così la mamma per un periodo decise di tenerla a casa per coccolarla un po' nell’attesa che superasse quel periodo. Un‘altra bimba riuscì, tra i singhiozzi, a dire che la maestra l’aveva picchiata. Il 16 aprile scorso, una mamma denuncia tutto e viene messo a verbale quanto segue: "Mia figlia frequenta la scuola dell'infanzia e da settembre e fino a marzo non avevo notato nulla, poi è subentrata una nuova insegnante che si chiama Maria Pia Traina e in seguito a questo cambiamento ho riscontrato degli atteggiamenti che mostravano disagi da parte di mia figlia. Forse per qualcosa che viveva durante l'orario scolastico. Questi atteggiamenti possono sintetizzarsi in disegni con colore nero, nervosismo, il giocare con bambole e far dire a loro di non dover andare a scuola perché la maestra era cattiva e gridava sempre". 

Scatta, così, dopo varie intercettazioni, la denuncia per l’insegnante che naturalmente nega tutto accusando le bambine di essere bugiarde e di avere una grande fantasia. Dopo la denuncia, i carabinieri hanno deciso di sentire anche un'altra mamma, la quale avrebbe confermato i sospetti sull'insegnante: "Mia figlia - ha dichiarato la donna agli investigatori - è cambiata da marzo, da quando è arrivata la maestra Maria Pia. La bimba è più nervosa e più irrequieta, alza le mani , cosa che non aveva fatto prima. A lei piaceva andare a scuola, ma improvvisamente dagli ultimi quindici giorni di scuola non vuole più andarci".

La mamma della piccola ha raccontato anche che un giorno si accorse che sua figlia aveva una guancia rossa e la bambina rispose che era stata la maestra; la signora non aveva dato peso a ciò che la piccola riferiva. Erano, intanto, partite le intercettazioni nella classe e, come ha messo in evidenza il gip Angela Lo Piparo, che ha disposto i domiciliari per l'indagata, sarebbe emersa "una violenza con un'incredibile frequenza quotidiana" nei confronti dei bambini. Il giudice non ha esitato ad affermare che Traina nei video "appare come un soggetto fuori controllo"; ll gip scrive: "…Si colgono gli effetti della violenza negli sguardi impauriti dei bimbi (...) si tratta di condotte gravissime suscettive di incidere pesantemente sulla sana crescita dei minori vittime degli episodi. E’ uno stile educativo vessatorio e violento, costellato da punizioni umilianti e privazioni (come non potere andare in bagno)" riferendosi ai metodi che sarebbero stati usati dalla maestra. I bambini non ricevevano mai una carezza o una parola dolce dalla loro “insegnante” ma grida e rimproveri. “L’insegnante” è agli arresti domiciliari, ritenuta responsabile del reato di maltrattamento. 

 

 


Avvocato Francesco Catania

Ci sono tre brutte notizie sul caso di Saman Abbas:
1) I Carabinieri analizzando i cellulari dello zio, hanno trovato una chat in cui il medesimo si vanta di "avere compiuto un lavoro fatto bene" con la nipote scomparsa; riferendosi al fatto che non verrà mai trovata;
2) Saman Abbas, prima di essere eliminata, è riuscita a spedire un messaggio vocale al fidanzato riferendo che sua madre stava facendo pressioni su suo padre perché venisse eliminata fisicamente, per poter salvare l'onore della famiglia;
3) Il fidanzato di Saman Abbas, pachistano a sua volta, avrebbe gravemente sottovalutato il pericolo; pur sentendo il messaggio, non ha pensato di allertare i carabinieri o le forze dell'ordine.
Ora, la questione, sotto il profilo giuridico è semplicissima: la madre dovrebbe essere indagata per concorso materiale e morale nell'eliminazione della figlia. Il messaggio di Saman conferma che è stata lei a convincere il marito o comunque a supportarlo. In secondo luogo si sarebbe prestata a rassicurare la figlia ed a scortarla verso lo zio, novello "Mr. Wolf" pachistano, uno che certi lavori, li fa bene. Nessuna responsabilità giuridica per il fidanzato, il quale resterà con il rimorso che forse qualcosa avrebbe pure potuto farla.
Sarebbe interessante affrontare l'aspetto sociale e politico della questione. Il primo caso di questo tipo risale almeno al 2006 ed il legislatore, neppure quello che viaggia in Bielorussia per difendere i diritti delle donne, si è mai preoccupato del problema.
Eppure la soluzione sarebbe semplicissima: far frequentare educazione civica alle famiglie ed imporre un minimo di vita sociale a mogli e figlie.

 

 


AvvCataniaFrancesco

Mi chiedete di parlare nuovamente del caso di Ciro Grillo ed io ve ne parlo. Nei giornali si dà grande risalto al fatto che due indagati hanno rinunciato all'interrogatorio, ma in realtà non c'è nulla di straordinario: sono cose che capitano.
Semplicemente, essendoci un numero rilevante di fonti di prova, il PM ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro indagati. Ciro Grillo ha ritenuto opportuno recarsi a rispondere alle domande, cogliendo l'occasione per negare di essere ritratto in alcune immagini; gli altri due indagati si sono tirati indietro.
I media danno particolare risalto all'udienza preliminare che si terrà il 25.06.2021, ma in realtà sarà un'udienza normalissima, che verosimilmente si chiuderà con il rinvio a giudizio di tutti gli indagati, come sempre succede quando vi è un buon numero di fonti di prova.
Spetterà al Tribunale comprendere se Ciro Grillo ed i suoi amici sono responsabili dei reati ascritti loro o meno.

 

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