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di Giovanni Macrì

C’è sicuramente una mente malata, disturbata, dietro la tragedia che stamattina ha armato di un martello la mano di un uomo, a Samarate, in provincia di Varese.
In un raptus di follia l’assassino, Alessandro Maja, stimato architetto di 57 anni con studio sui Navigli a Milano, non ha avuto esitazioni. Ha impugnato un martello e ha dato inizio al suo folle piano di massacro. Cominciando dalla moglie, la 56enne Stefania Pivetta, che dormiva sul divano. Poi è passato nelle camerette dei figli, Giulia di 16 anni e Nicolò di 23, prendendoli a martellate mentre ancora dormivano nel loro letto.

Teatro del dramma, una villetta di via Torino 32 sita in un quartiere residenziale alla periferia della cittadina varesina.

I soccorsi sono stati allertati intorno alle 7:30 del mattino da alcuni vicini di casa che hanno udito le urla provenire dall’abitazione dei Maja.
Il tempestivo intervento dei Carabinieri, a seguito della segnalazione, non ha potuto scongiurare la tragedia. Una volta sul luogo del misfatto i militari hanno trovato, all’esterno della villetta, l’architetto ancora con gli abiti sporchi di sangue e con ferite da ustione e anche da taglio ai polsi.
In casa, solo chi era aduso a macabri spettacoli, ha potuto resistere a quelle scene orripilanti. Sangue ovunque misto a materia cerebrale, segno inequivocabile di un massacro perpetrato da una mente malata. I sanitari del 118, giunti sul posto, hanno potuto constatare il decesso delle due donne.
Il ragazzo in un primo momento era stato dato anch’egli per morto, ma il suo cuore debolmente continuava a battere. Veniva trasportato, quindi, con l’elisoccorso all’ospedale di Varese. Versa in gravissime condizioni.
Mentre l’uomo, in stato di fermo, è stato successivamente condotto all’ospedale di Busto Arsizio.

Le indagini sono affidate ai carabinieri di Busto Arsizio e a quelli del Nucleo Investigativo di Varese guidati dal maggiore David Pirrera.

Il sindaco di Samarate, Enrico Puricelli, ai microfoni ha commentato: “Un risveglio terribile stamattina per la città, una tragedia, ma nessuno ha mai dubitato che ci fossero problemi, secondo alcuni amici comuni che vivono in zona, speriamo che il ragazzo si riprenda.”

Alle origini della folle strage familiare ci sarebbe stato il rapporto ormai compromesso tra i due coniugi Maja.

In Sicilia c’è un detto: “ ‘U ciriveddu è comu nu filu ‘i capiddi” (La mente è fragile come un filo di capello). Ed è forse vero, quando l’irrazionale ha il sopravvento su tutto ciò che è guidato dalla ragione, non ci vuol nulla a perdersi nei meandri dell’assurdo!
Quello messo in atto dal Maja è uno schema già visto altre volte nella follia di tali individui. Uccide la moglie perché non merita di vivere, poi il folle si suicida non prima di aver eliminato i figli perché non potrebbero resistere al dramma di aver perso entrambi i genitori.

(foto Web)

 

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Info Autore
Giovanni Macrì
Author: Giovanni Macrì
Biografia:
Medico chirurgo-odontoiatra in Barcellona Pozzo di Gotto (ME) dal 1982 dove vivo. Ho 65 anni e la passione per la scrittura è nata dal momento che ho voluto mettere nero su bianco parlando della “risurrezione” di mia figlia dall’incidente che l’ha resa paraplegica a soli 22 anni. Da quel primo mio sentito progetto ho continuato senza mai fermarmi trovando nello scrivere la mia “catarsi”. Affrontando temi sociali. Elaborando favole, romanzi horror, d’amore e polizieschi. Non disdegnando la poesia in lingua italiana e siciliana, e completando il tutto con l’hobby della fotografia. Al momento ho 12 pubblicazioni con varie case editrici.
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