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di Giovanni Macrì

Si chiama Rosario Palermo il 60enne arrestato dai Carabinieri ad Acireale, in provincia di Catania, con l’accusa di omicidio e occultamento del cadavere di Agata Scuto, la 22enne, affetta da epilessia e da una menomazione al braccio e alla gamba, scomparsa da casa il 4 giugno del 2012 e il cui corpo non è stato mai trovato.

Nei confronti dell’uomo è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Catania su richiesta della Procura distrettuale etnea.

Nel 2020 erano ripartite le indagini sul “cold case” dopo una telefonata alla trasmissione “Chi l'ha visto?” condotta da Federica Sciarelli. Telefonata, peraltro, all’epoca non identificata, che affermava che il corpo della ragazza fosse nascosto nella cantina della casa della madre. Le ricerche ebbero un esito negativo

Le indagini, ripartirono quindi dai rapporti e dagli spostamenti di Rosario Palermo nei giorni della stessa scomparsa di Agata. L’uomo, spiegano in Procura, avrebbe avuto un “rapporto particolare” con la ragazza che non usciva mai di casa da sola, e non frequentava altre persone.

Il Palermo, aveva raccontato agli inquirenti, che quello stesso giorno era andato a raccogliere lumache nella piana di Catania e a raccogliere origano sull'Etna. Versioni, per la Procura, false.

Tra i “gravi indizi di colpevolezza e responsabilità dell’uomo indagato per omicidio e occultamento del cadavere” è citata un’intercettazione ambientale.

La Procura di Catania, in merito, scrive: “Lo stesso, infatti, parlando da solo all’interno della propria autovettura spaventato dal suo possibile arresto, manifestava il proprio timore che il corpo di Agata Scuto venisse trovato in un casolare a Pachino e che si accertasse che la stessa era stata strangolata e bruciata, riflettendo sulla necessità, inoltre, di recarsi sul luogo per verificare cosa fosse rimasto del cadavere”. 

I sospetti sul Palermo si ampliavano anche per il fatto che l’uomo “avrebbe cercato di inquinare le prove, non solo ottenendo da dei suoi conoscenti la conferma del suo falso alibi, ma addirittura predisponendo una complessa messa in scena per simulare delle tracce tali da giustificare la ragione per la quale il giorno della scomparsa di Agata si era gravemente ferito a una gamba a seguito di una caduta in montagna. Prosegue: “Durante le restrizioni alla libera circolazione dovute alla pandemia, avrebbe cercato di nascondere in una località sull’Etna un tondino di ferro intriso del suo sangue, tondino che avrebbe voluto far ritrovare per dimostrare il suo alibi e la sua innocenza”.

La signora Mariella, madre della giovane Agata, al tempo aveva anche manifestato il sospetto che la figlia disabile avesse intrattenuto con il patrigno una relazione e che potesse essere rimasta incinta.

Agli inquirenti aveva raccontato, il giorno della scomparsa, di averla lasciata a casa da sola e di essere andata con l’altro figlio dalla nonna e che al ritorno non l’aveva più trovata. Era il fratello di Agata qualche giorno dopo a denunciarne la scomparsa ai carabinieri. Poi, era stata la stessa signora Mariella, su suggerimento dell'allora compagno, Rosario Palermo, a ritirarne la denuncia. Convinta dallo stesso che le aveva raccontato di avere visto più volte la giovane in compagnia di un fidanzato biondo, prima in motorino e poi in macchina.

Asserendo quindi che l’allontanamento di Agata sarebbe stato solo una sorta di “fuitina”.

Ai microfoni della trasmissione di Rai 3 addirittura aveva detto: "Di quattro figli è l'unica che mi ha dato questo dispiacere. Ho fatto denuncia, poi l’ho ritirata perché avevo sentito che l’avevano vista. Abbiamo continuato a prendere noi i soldi perché lei li aveva abbandonati". Aggiungendo che la figlia aveva portato con sé solo i documenti ed il libretto per riscuotere la pensione.

Versione poco attendibile per la Procura, vista la fragilità a causa delle disabilità fisiche e cognitive che la ragazza aveva.

Un fatto, quello del fantomatico fidanzato, che ha fatto scattare le indagini da parte dei militari dell’Arma. E anche perché dal momento della sua scomparsa non sono risultati prelievi di denaro da parte della ragazza, mentre il sussidio che la stessa prendeva, una pensione di invalidità, è stato puntualmente ritirato dai suoi familiari.

Mistero nel mistero degno di un giallo della famosa scrittrice di romanzi gialli Agatha Christie.

Di una cosa si è certi… non si sa che fine abbia potuto fare la povera Agata. 

 

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Info Autore
Giovanni Macrì
Author: Giovanni Macrì
Biografia:
Medico chirurgo-odontoiatra in Barcellona Pozzo di Gotto (ME) dal 1982 dove vivo. Ho 65 anni e la passione per la scrittura è nata dal momento che ho voluto mettere nero su bianco parlando della “risurrezione” di mia figlia dall’incidente che l’ha resa paraplegica a soli 22 anni. Da quel primo mio sentito progetto ho continuato senza mai fermarmi trovando nello scrivere la mia “catarsi”. Affrontando temi sociali. Elaborando favole, romanzi horror, d’amore e polizieschi. Non disdegnando la poesia in lingua italiana e siciliana, e completando il tutto con l’hobby della fotografia. Al momento ho 12 pubblicazioni con varie case editrici.
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