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di Giovanni Macrì

E sono 83 in Italia dall’inizio dell’anno! Una donna uccisa ogni tre giorni! Un ulteriore femminicidio! Un uomo che uccide una donna!

Questa volta maturato nel mondo delle storie di disgregazione, delle difficoltà relazionali e psicologiche di chi non riesce ad inserirsi o reinserirsi nel mondo sociale e lavorativo. Nel mondo dei “clochard”.

Concetta Gioè, questo il nome della donna senza fissa dimora, la 68enne originaria di Palermo, il cui cadavere è stato rinvenuto all’alba del 10 settembre nei pressi di una porta di ingresso della centralissima chiesa di Santa Caterina di via Garibaldi a Messina.

Nel corso della notte, in esecuzione di un Decreto di Fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Messina, i Carabinieri della Compagnia Messina Centro hanno arrestato il 70enne, senza fissa dimora, Pietro Miduri gravemente sospettato dell’omicidio. Gravi indizi pendono sull’uomo ripreso dalle telecamere di sorveglianza dei locali limitrofi alla Chiesa. 

Pietro Miduri, originario di Furci Siculo era stato già condannato nel 1974 per omicidio. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, tra la vittima e il fermato c’è stata forse una violenta lite, poi l’uomo con un coltello ha colpito la donna per 12 volte: uno dei fendenti l’ha raggiunta al collo, causandone la repentina morte per dissanguamento.

Interrogato per oltre due ore dal magistrato di turno Pietri Vinci, il Miduri non ha ammesso il delitto. Il magistrato per le indagini preliminari però ne ha confermato il fermo e ora il 70enne è stato trasferito nel carcere di Trapani con a suo carico un grave quadro indiziario. Le riprese delle telecamere di sicurezza della zona, che sono al vaglio degli inquirenti della Procura di Messina immortalano l’uomo mentre si avvicina con passo incerto al sagrato della chiesa, dove la vittima stava riposando e dopo neanche un minuto lo si vede poi andar via con passo spedito e con qualcosa in mano. Forse l’arma dell’efferato delitto. Le indagini condotte per l’intera giornata di ieri dai Carabinieri hanno permesso di raccogliere elementi per la ricostruzione del grave quadro indiziario a carico dell’uomo.

Le indagini dei Carabinieri del Comando Provinciale di Messina coordinate dalla locale Procura della Repubblica proseguono per acquisire ulteriori elementi attraverso gli accertamenti tecnico scientifici e risalire al movente dell’omicidio.

La Gioè è forse stata uccisa al culmine di un’aggressione, scaturita per futili motivi. Un’ambulanza è intervenuta tempestivamente dopo l’allarme dato dai titolari di un bar adiacente, ma i soccorsi all’arrivo dei sanitari si sono rivelati inutili perché la donna era già morta, esanime in terra su di una vasta pozza di sangue. 

Così padre Francesco Pati, responsabile delle Case accoglienza di Messina si pronuncia sulla vittima: “Era una donna di Palermo che da qualche tempo stava qui a Messina. Era di passaggio. Noi abbiamo cercato di aiutarla, ma rifiutava spesso il nostro supporto. Era una persona molto instabile che aveva problemi mentali. Veniva seguita - aggiunge Pati - in una casa di accoglienza di Messina, dove alcune volte si fermava a dormire o mangiare. Abbiamo anche contattato la sua famiglia a Palermo, le abbiamo preso un appuntamento telefonico con il figlio, ma lei non ci ha voluto parlare. Non seguiva i nostri consigli e spesso si accompagnava con persone anziane molto strane, non so quanto raccomandabili. Mi dispiace molto - continua padre Pati visibilmente amareggiato - noi abbiamo cercato si starle vicino quando ci permetteva di assisterla”.

La donna era ritornata da poco tempo a Messina. Ad agosto i servizi sociali, d’accordo con l’Asp, le avevano fatto addirittura un Tso perché non stava molto bene dal punto di vista mentale, tanto che girava anche d’inverno vestita con un semplice coprisole. Dopo il ricovero però sembrava stare meglio.

Queste le parole di padre Giò Tavilla, parroco della chiesa di Santa Caterina: “La signora la conoscevamo bene perché frequentava via Garibaldi a Messina dove si trova la nostra chiesa e quindi l’abbiamo accolta cercando di darle aiuto. Lei stessa ha individuato nella chiesa un punto di riferimento perché l’abbiamo assistita molte volte; ieri ci aveva chiesto una coperta perché aveva freddo per coprirsi, ma purtroppo non l’avevamo” - continua padre Giò - Concetta Gioè era diventata clochard per scelta, anche se veniva da una famiglia di buona condizione sociale e culturale e questo si notava dal suo modo di esprimersi aveva scelto di abitare la strada. Assisterla non era facile. Se si faceva qualche domanda in più non rispondeva e se ne andava e quindi abbiamo cercato di supportarla come potevano, rispettando la sua libertà!”.
“Era a Messina da circa due anni!” - ricorda il parroco, proseguendo – “Non so cosa sia accaduto, siamo dispiaciuti e profondamente turbati, abbiamo fatto quanto possibile per darle una mano!”.

Il problema dei senzatetto è una delle forme più gravi di povertà e deprivazione che deve essere abolita mediante politiche mirate e integrate. Le persone senza fissa dimora, questi “invisibili” sono spesso oggetto di violenza e di reati generati dall’odio, tra cui la stigmatizzazione sociale. Purtroppo con l’avanzare della crisi economica e del Covid19 si è aggravata la situazione già fragile di queste persone senza fissa dimora, visto che soffrono di problemi di salute in misura maggiore e hanno difficoltà all’accesso a condizioni igieniche adeguate e all’assistenza sanitaria.

Per questi sfortunati dovrebbe essere sempre consentito oltre alle misure di prevenzione e di sostegno, l’accesso alle strutture di emergenza (come i servizi di accoglienza notturna).

Una preghiera per la sfortunata donna. 

 

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Info Autore
Giovanni Macrì
Author: Giovanni Macrì
Biografia:
Medico chirurgo-odontoiatra in Barcellona Pozzo di Gotto (ME) dal 1982 dove vivo. Ho 63 anni e la passione per la scrittura è nata dal momento che ho voluto mettere nero su bianco parlando della “risurrezione” di mia figlia dall’incidente che l’ha resa paraplegica a soli 22 anni. Da quel primo mio sentito progetto ho continuato senza mai fermarmi trovando nello scrivere la mia “catarsi”. Affrontando temi sociali. Elaborando favole, romanzi horror, d’amore e polizieschi. Non disdegnando la poesia in lingua italiana e siciliana, e completando il tutto con l’hobby della fotografia. Al momento ho 12 pubblicazioni con varie case editrici.
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