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RUBRICA IL PUNGIGLIONE
Ci siamo.

Il governo ha trovato la soluzione al caro carburante: altri pochi giorni di sconto.

Diciassette centesimi in meno sul diesel fino al 5 settembre.

Non un piano per i prossimi mesi. Non una misura strutturale. Una proroga da circa 130 milioni di euro, buona praticamente per accompagnare gli italiani fino alla fine del controesodo.

Poi si vedrà.

Sul pieno si vive alla giornata. Sulla difesa, invece, la programmazione diventa improvvisamente pluriennale.

L’Italia ha infatti chiesto all’Unione europea 8,9 miliardi di euro di prestiti attraverso il programma SAFE, destinato agli investimenti comuni nella difesa.

Otto virgola nove miliardi.

Per il diesel: qualche giorno.

Per gli armamenti: miliardi.

Sarà certamente una coincidenza contabile.

Il problema è che per milioni di italiani l’automobile non è un vezzo da ricchi annoiati. In gran parte della provincia italiana è semplicemente l’unico modo per andare a lavorare.

Chi vive fuori dalle grandi città sa bene cosa significhi affidarsi ai mezzi pubblici per percorrere venti o trenta chilometri ogni mattina. In molti territori, più che un’alternativa all’automobile, è un esercizio di fantasia.

E così può capitare che chi guadagna 600 o 700 euro con un part-time debba spendere una fetta sempre più consistente dello stipendio semplicemente per raggiungere il posto in cui quello stipendio se lo guadagna.

Una specie di economia circolare: lavori per poterti permettere il carburante necessario ad andare a lavorare.

Geniale.

Ma la parte più interessante arriva quando il ministro Antonio Tajani spiega perché l’Italia abbia deciso di chiedere attraverso SAFE meno dei circa 14 miliardi inizialmente disponibili.

Perché, dice, in questo momento bisogna investire maggiormente nella sanità e nelle politiche sociali.

Ah.

Quindi, alla fine, le scelte esistono.

Per mesi ci hanno spiegato che aumentare la spesa militare non avrebbe sottratto un euro a ospedali, pensioni, scuole e welfare. Poi, quando si decide di indebitarsi un po’ meno per la difesa, ci viene spiegato che quelle risorse servono proprio perché bisogna pensare maggiormente alla sanità e alle politiche sociali.

Delle due l’una.

O le due cose sono completamente indipendenti e allora la spiegazione non ha senso.

Oppure, molto più banalmente, anche lo Stato funziona come qualsiasi famiglia: se aumentano le rate da pagare da una parte, quei soldi prima o poi pesano anche sul resto del bilancio.

Non occorre una laurea in economia.

Nel frattempo, agli automobilisti possiamo offrire diciassette centesimi per qualche altro giorno.

Poi, dal 6 settembre, arrivederci e grazie.

Magari al prossimo pieno, invece della carta di credito, provate a presentare al benzinaio un piano strategico di difesa europea.

Non farà scendere il prezzo del diesel, ma almeno avrete finalmente qualcosa programmato sul lungo periodo.

 

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IL PUNGIGLIONE
Author: IL PUNGIGLIONE
Biografia:
Il Pungiglione è una rubrica satirica che osserva fatti, politica, società e costume con ironia, sarcasmo e qualche inevitabile puntura. Uno spazio libero e irriverente, dove le notizie vengono raccontate da un’altra prospettiva: quella che fa sorridere, ma anche riflettere. Perché, a volte, una buona risata può pungere più di mille parole.
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