Il calcio perde uno dei suoi monumenti. Franco Baresi si è spento oggi, 31 luglio, all'età di 66 anni, al termine di una lunga battaglia contro la malattia. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme nel mondo dello sport, che dice addio a uno dei difensori più forti di tutti i tempi, simbolo di lealtà, professionalità e appartenenza.
Con lui se ne va molto più di un campione. Se ne va un uomo che ha incarnato i valori più autentici del calcio: il sacrificio quotidiano, il rispetto per l'avversario, la dedizione assoluta alla maglia e la capacità di guidare un gruppo senza mai cercare i riflettori.
Per il Milan, Franco Baresi non è stato soltanto un capitano. È stato il Milan. Una bandiera nel senso più puro del termine, capace di legare l'intera carriera ai colori rossoneri, diventando il punto di riferimento di una delle squadre più forti della storia del calcio mondiale. Con la maglia del Diavolo ha disputato 719 partite, conquistando sei scudetti, tre Coppe dei Campioni e numerosi altri trofei, attraversando epoche diverse senza perdere mai autorevolezza e prestigio.
Nel ruolo di libero ha rivoluzionato il modo di difendere. Non era il fisico a fare la differenza, ma l'intelligenza tattica, la lettura del gioco, l'eleganza negli interventi e quella straordinaria capacità di anticipare ogni mossa degli avversari. Era un fuoriclasse d'altri tempi, uno di quei calciatori destinati a diventare immortali.
Anche con la Nazionale italiana ha lasciato un'impronta indelebile. Campione del mondo nel 1982, protagonista assoluto dodici anni più tardi ai Mondiali degli Stati Uniti, quando riuscì a tornare in campo per la finale contro il Brasile dopo un delicato intervento al ginocchio, offrendo una prestazione rimasta nella memoria collettiva nonostante l'amarezza della sconfitta ai rigori.
Negli ultimi anni aveva continuato a rappresentare il Milan nel ruolo di vicepresidente onorario, mantenendo quel legame indissolubile con il club che non aveva mai smesso di considerare casa. La malattia lo aveva costretto ad affrontare una nuova sfida, combattuta con la stessa discrezione e lo stesso coraggio mostrati per tutta la vita.
Con la morte di Franco Baresi il calcio italiano perde uno dei suoi ultimi grandi maestri. Un campione che non aveva bisogno di gesti eclatanti per imporsi, perché parlavano il suo esempio, la sua serietà e il suo comportamento impeccabile.
Le bandiere, oggi, sono sempre più rare. Franco Baresi è stato una delle più belle. E continuerà a sventolare nella memoria di milioni di tifosi, non solo milanisti, che in lui hanno riconosciuto il volto migliore del calcio. Perché i grandi campioni vincono trofei. Le leggende, invece, non smettono mai di vivere.

