di Tony Casalnuovo
Davvero non c’è limite al peggio. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sempre più affetto da mentecattaggine acuta, stavolta attacca ferocemente Papa Leone XIV: «Non sono un grande fan di Papa Leone. Lui non crede nella lotta alla criminalità. È debole nella lotta al crimine, è terribile in politica estera. Non vogliamo un Papa che pensi che l’Iran debba avere la bomba nucleare. Non voglio un Papa che consideri terribile l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela. E non voglio un Papa che critichi il Presidente degli Stati Uniti. Leone dovrebbe essermi grato, perché se io non fossi alla Casa Bianca lui non sarebbe in Vaticano».
Il Santo Padre, senza «ruggire» ma con fermezza e chiarezza, replica prontamente: «Il messaggio della Chiesa, il mio messaggio, è il messaggio del Vangelo: beati i costruttori di pace. Io non guardo al mio ruolo come un politico. Non sono un politico, non voglio dibattere con lui. Non credo che il messaggio del Vangelo debba essere “abusato” come stanno facendo certe persone. Continuerò a parlare contro la guerra e a favore della pace, promuovendo il dialogo. Oggi troppa gente sta soffrendo e troppi innocenti sono stati uccisi. Qualcuno deve farsi avanti e dire che c’è una via migliore».
Così, il pontefice respinge elegantemente al mittente le vergognose e inaccettabili critiche mosse da un campione mondiale di inettitudine. Un uomo (si fa per dire) che attacca Robert Prevost sul tema della criminalità, sulla politica estera, quando oltre ad aggredire miseramente l’Iran, ha di recente rincarato la dose con dichiarazioni, quelle sì, da vero e proprio criminale di guerra: «Li riporteremo all’età della pietra», «un’intera civiltà morirà stanotte», giusto per fare un esempio.
Ma nonostante questo, il demente Trump si permette di accusare il Papa rispetto alla criminalità e alla politica estera quando lui, senza il minimo scrupolo, non perde mai occasione di mettere in bella mostra tutta la sua totale incapacità governativa, ma soprattutto la sua raccapricciante disumanità.
Ai continui deliri di tendenza luciferina, marchiati Donald Trump, pare non ci sia fine immediata. Ma grazie a Dio, Papa Leone XIV non si sta lasciando intimorire dal tycoon statunitense.
Sì, perché il Sommo Pontefice profuma di Cristo. L’inquilino della Casa Bianca, invece, puzza di zolfo.

