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di  Monica Vendrame

C’è qualcosa in Gino Paoli che sfugge alle celebrazioni facili.

Non è mai stato soltanto l’uomo di Il cielo in una stanza, né quello delle melodie che sembrano nascere già eterne. Paoli è stato, prima di tutto, un uomo che ha abitato le proprie fragilità senza mascherarle, portandole dentro la musica con una sincerità quasi scomoda.

Se si cerca un episodio che lo racconti davvero, bisogna tornare al 1963. Paoli ha poco più di trent’anni, è già famoso, eppure si spara un colpo al cuore. Sopravvive, ma il proiettile resta lì, nel petto, per tutta la vita. Non è un gesto da mitizzare, ma un fatto che illumina il resto: da quel momento, ogni sua canzone sembra portare dentro una consapevolezza diversa, più nuda. Come se avesse visto troppo da vicino il limite.

E allora anche Una lunga storia d'amore non è solo dolcezza. È resistenza. È l’idea che l’amore, per essere vero, debba attraversare le crepe, non evitarle. In Paoli non c’è mai stato l’amore perfetto: c’è quello che resta, che torna, che insiste.

Ma c’è anche un altro Paoli, meno raccontato: quello capace di ironia, di leggerezza, quasi di distacco. Un uomo che ha saputo guardarsi indietro senza indulgenza, riconoscendo errori, passioni, eccessi. Forse proprio per questo le sue canzoni non invecchiano: perché non cercano di fermare il tempo, ma di accompagnarlo.

In fondo, la sua eredità non sta solo nei brani che conosciamo a memoria, ma in un modo di stare al mondo. Paoli ci lascia l’idea che la vita non vada levigata per essere raccontata, ma accettata nella sua imperfezione. Che l’amore non sia una promessa eterna, ma una scelta che si rinnova, fragile e ostinata.

E forse è qui il suo finale, che poi non è una fine: nelle sue canzoni non c’è mai una vera chiusura, ma una porta socchiusa. Come se ci dicesse che tutto continua, che anche dopo il dolore, dopo gli errori, dopo il tempo che passa, resta sempre qualcosa — una voce, una memoria, una carezza — capace di ricominciare.

E il resto rimane.  Tu, buon viaggio.

 

E' troppo tardi ma è presto se tu te ne vai...

 

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Info Autore
Monica Vendrame
Author: Monica Vendrame
Biografia:
Vive a Pegli, affacciata sul mare di Genova. Direttrice editoriale del quotidiano online La Voce agli Italiani, redattrice de "La Voce del Savuto", unisce rigore giornalistico e sensibilità umana, occupandosi di attualità, cultura e temi sociali. Vicepresidente dell’Associazione culturale Atlantide, promuove eventi e progetti dedicati all’arte e alla parola. Scrittrice e poetessa, sta lavorando al suo primo volume di liriche. Ama la fotografia, la lettura, l’arte in ogni forma e ha uno sguardo attento alle sfumature della vita.
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