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di Monica Vendrame 

Pubblichiamo una testimonianza anonima, giunta alla nostra redazione, affinchè rappresenti uno spunto su cui meditare.

- Desidero condividere alcune riflessioni autobiografiche, pensieri e stati d’animo che mi hanno accompagnato per un periodo ben preciso della mia vita, ossia l’intero ciclo scolastico di mia figlia. Nel rileggere questi pensieri provo ancora molta angoscia a distanza di anni:

 “Oggi è il primo giorno di scuola di Giulia e il mio cuore è con lei perchè so quanto dolore  provi nel ritornare in quelle aule, dove l'ambiente è sterile e le fa passare la voglia di studiare, dove i professori fingono di non capire e non vogliono vedere quanto bullismo psicologico viene messo in atto nei suoi confronti dai suoi compagni di scuola: ogni singolo giorno tendono ad isolarla e ad escluderla dal gruppo, e se c'è qualche forma di "avvicinamento" è solo per "sfruttala" (giusto per copiare i compiti o farsi suggerire durante le interrogazioni). Nessuno la saluta, come è “normale” che rimanga isolata durante la ricreazione o le gite scolastiche (a cui è obbligata a partecipare, pena un voto in meno in condotta). Arrivata in IV liceo scientifico, spero che riesca, una volta per tutte, ad andarsene da questo maledetto istituto che le ha tolto il sorriso e la voglia di vivere.  Anzi, sento che una forma di depressione si sta impadronendo di lei, della sua vita. Vorrebbe rimanere nella sua stanza tutto il giorno. Un vero peccato: lei che è così brava ed ha un'intelligenza tutta sua…lei che non è mai stata una secchiona ed ottiene voti belli pur stando pochissimo tempo sui libri....lei che ama lo studio e che  vorrebbe  iscriversi alla facoltà di Medicina.

Quest'anno mi sono rifiutata di farle fare tutti i compiti delle vacanze (sono un pegno da pagare??), nello specifico:

italiano: 3 libri da leggere; matematica: 50 esercizi complicatissimi perchè finalizzati già all'esame di maturità; fisica.....meglio lasciar perdere; inglese: un libro in lingua madre da leggere e riassumere + 7 pagine di letteratura inglese da studiare e riassumere; storia: fare il riassunto del programma di TUTTO l'anno + 30 pagine da studiare: latino; 5 versioni + esercizi+ ricerca; filosofia: leggere due libri, di cui uno da commentare ogni singolo capitolo e l'altro da integrare con gli appunti presi a scuola e fare ogni tipo di collegamento possibile. 

Considerato che la ragazzina ha perso entrambi i nonni a cui era legatissima qualche mese fa, ho optato, per il suo benessere psicologico, di farle fare solo il giusto l'indispensabile, quindi, solo i compiti delle vacanze necessari...ed ai professori non mi resta che inviargli una bella giustificazione scritta.

Non si può insegnare se manca il cuore e la psicologia!!. I ragazzi andrebbero spronati ad amare lo studio, non ad odiare la scuola.

Il Ministero della Pubblica Istruzione non ha previsto neanche quest’anno il note book....lo zainetto peserà, come al solito, esattamente 10-11 chili da "trascinare" per i tre  piani di scale. Ora esco per andarle a comprare l'ultimo libro che mancava: quello di ginnastica....eh si, perchè ora si studia anche la ginnastica orale (!!??)......ma noi siamo italiani e la nostra scuola è il fiore all'occhiello........siamo gli unici che quando finiamo le scuole superiori ci troviamo in difficoltà a parlare anche una sola lingua straniera, mentre all'estero ridono di noi perchè parlano correttamente almeno 3 lingue. Forse perché dedicano più tempo all’insegnamento della lingua parlata tutti i giorni, e non come da noi  che si dà la priorità allo studio della letteratura in lingua straniera che, sinceramente, non ho mai capito a cosa serva realmente.

Non vedo l'ora che si diplomi, spero tanto che mia figlia cambi scuola perché sento che si sta spegnendo in tutti i sensi”.

 A distanza di anni rileggo con amarezza quanto scritto. Grazie al cielo, Giulia conserva solo un doloroso ricordo di quel faticosissimo e sterile periodo. Nel tempo si è presa le sue rivincite: è stata l’unica dei suoi ex compagni (mi riferisco soprattutto ai cocchi, quelli super raccomandati dai professori) a superare al primo tentativo il test d’ingresso alla facoltà di Medicina. Strada che, però, ha abbandonato nonostante fosse in regola con gli esami del I° anno. Ha capito che era troppo emotiva per quella professione. Adesso si gode con orgoglio le due lauree magistrali, una in Giurisprudenza e l’altra  in Scienze Economiche (voto di laurea 110  e lode entrambe)  + un Master. Ed è prossima ad entrare nel mondo del lavoro per merito suo personale.

Secondo gli insegnanti mia figlia era intelligente ma mediocre, sono sempre stati duri con lei. L’hanno penalizzata in ogni modo possibile. Comprensione e supporto, zero totale. Ma la vita è anche questo, una dura lotta per cercare di affermarsi e trovare il proprio posto nel mondo. L’importante è credere nei propri mezzi e mettercela tutta, in primo luogo per se stessi e per capire il proprio valore. Nonostante tutto.  

 Concludo riportando un pensiero di Giulia, scritto qualche giorno fa, che mi ha dato lo spunto di mettere nero su bianco l’esperienza vissuta. Spero che possa essere d’aiuto per tutti quei ragazzini che stanno vivendo la stessa realtà dolorosa e silente, quella che fa sentire invisibili agli occhi del mondo, la stessa che ha patito lei :

 “Ho notato ipocrisia da parte della società per quanto riguarda il bullismo. Online, si vedono molte campagne di sensibilizzazione per contrastare il fenomeno del bullismo e le vittime vengono invitate a denunciare agli adulti quello che subiscono (genitori e insegnanti). Tutto bello fino a qua. Ma è tutta ipocrisia: quando un ragazzo o una ragazza denuncia un episodio di bullismo, anzichè essere tutelato, si sente dire queste frasi:
-"Dai, è solo una ragazzata quello che ti hanno fatto"
-"Sei troppo permaloso! Era solo uno scherzo"
-"Non è vero, Pinco Pallino è un bravo ragazzo, vedi le cose a modo tuo. Vai da uno psicologo!"
-"Sicuramente, se ti fanno queste cose, è perchè col tuo comportamento te le attiri"
-"Non stare inerme! Reagisci!"... come se fosse semplice, da soli, reagire contro un gruppo di persone che ti hanno preso di mira (ricordiamoci purtroppo che, in molti episodi di bullismo, c'è un branco di persone contro una persone che è da sola).
Queste sono solo alcune delle frasi che spesso, chi è soggetto al bullismo, si sente dire proprio da quelle persone che dovrebbero tutelarlo.
Questo fenomeno esiste e viene studiato in psicologia; si chiama "Victim blaming": in pratica, le persone, anzichè dare il giusto sostegno a chi è vittima di abusi e prendersela coi colpevoli, arriva a colpevolizzare le vittime stesse... un vero paradosso! Succede anche alle donne vittime di violenza sessuale: quante volte si arriva ad additarle perchè hanno indossato una gonna troppo corta o perchè sono uscite di sera da sole?
A quanto pare, purtroppo, questo fenomeno si verifica pure con le vittime di bullismo. Sarebbe forse il caso di sensibilizzare le persone anche contro il victim blaming?".

 (Giulia)

 

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Info Autore
Monica Vendrame
Author: Monica Vendrame
Biografia:
Vivo a Pegli (Genova). Sono vicepresidente dell'Associazione culturale "Atlantide - Centro studi nazionale per le arti e la letteratura" e promuovo eventi culturali. Sono redattrice del quotidiano online "La voce agli italiani" e collaboro con il periodico "La voce del Savuto". Amo il teatro e la lettura.
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