I giallorossi travolgono il Lecce e restano a punteggio pieno. Primo passo falso per il Napoli, sconfitto al Maradona dal Como. Due vittorie su due per Gattuso: squadra concreta e Frattesi ancora decisivo
di Fiore Sansalone
La seconda giornata di Serie A manda già qualche segnale interessante. È naturalmente troppo presto per parlare di gerarchie consolidate, ma alcune indicazioni cominciano ad arrivare. E tra quelle più evidenti ci sono la forza della Roma, il primo stop del Napoli di Massimiliano Allegri e la sorprendente concretezza della Lazio di Gennaro Gattuso.
Roma, quattro gol e un messaggio al campionato
La copertina della giornata se la prende la Roma. Il 4-0 sul campo del Lecce non vale soltanto altri tre punti, ma racconta di una squadra capace di imporsi con personalità e soprattutto con una facilità offensiva che non può passare inosservata.
Al Via del Mare i giallorossi indirizzano praticamente subito la partita. Donyell Malen apre le marcature dopo appena quattro minuti e al 23’ trova anche il raddoppio. Passano appena due minuti e arriva il tris di Matías Soulé. Nella ripresa c’è spazio anche per la prima rete in Serie A di Rodrigo Mora, che completa il poker.
Un successo netto, senza discussioni, che consente alla Roma di restare nel gruppo delle squadre a punteggio pieno. Malen, in particolare, continua a impressionare: dopo appena due giornate è già arrivato a quota cinque reti.
Ma al di là dei numeri, ciò che colpisce è l’atteggiamento. La Roma sembra avere fame, qualità e diverse soluzioni offensive. Il campionato è appena cominciato, certo, ma partire così significa anche mandare un messaggio alle concorrenti.
Napoli, il primo campanello d’allarme
Chi invece deve fermarsi a riflettere è il Napoli di Allegri.
Dopo il successo della prima giornata, al Maradona arriva il primo passo falso della stagione: il Como di Cesc Fabregas vince 2-1 e costringe gli azzurri alla prima sconfitta del nuovo corso.
Baturina porta avanti gli ospiti, Højlund rimette momentaneamente in equilibrio la partita, ma Douvikas trova il gol che decide l’incontro. Una sconfitta che fa rumore soprattutto perché arriva davanti al pubblico di casa.
Allegri, nel dopogara, non ha nascosto ciò che non gli è piaciuto: il Napoli deve diventare più cattivo, aggressivo e attento nella fase difensiva e imparare a gestire meglio quei momenti della partita nei quali non è possibile giocare come si vorrebbe.
Nessun allarme dopo appena 180 minuti di campionato, naturalmente. Ma il Como ha ricordato agli azzurri una vecchia legge della Serie A: il talento da solo non basta e ogni disattenzione, contro avversari organizzati, può costare cara.
Lazio, Gattuso parte con il piede giusto
Tra le note più positive di questo avvio c’è sicuramente la Lazio di Gennaro Gattuso.
I biancocelesti superano 1-0 il Genoa e conquistano la seconda vittoria consecutiva con lo stesso risultato. Ancora una volta l’uomo decisivo è Davide Frattesi, a segno al 25’ dopo una splendida iniziativa di Nuno Tavares.
Due partite, sei punti. Due gol segnati e nessuno subito.
Numeri che probabilmente piaceranno molto a Gattuso, allenatore che ha sempre fatto dell’intensità, dell’equilibrio e dello spirito di sacrificio alcuni dei suoi principi fondamentali.
La Lazio non avrà ancora espresso tutto il proprio potenziale, ma sta già mostrando una qualità indispensabile per chi vuole disputare un campionato importante: sa vincere anche senza avere bisogno di dominare.
Ed è forse proprio questo il complimento più significativo che si possa fare alla squadra biancoceleste dopo le prime due giornate.
Un campionato che promette equilibrio
Dopo appena due turni sarebbe azzardato emettere sentenze. La classifica, però, comincia già a raccontare qualcosa.
Roma, Inter, Juventus, Milan e Lazio viaggiano a punteggio pieno, mentre il Napoli è costretto immediatamente a inseguire dopo lo scivolone interno contro il Como.
La Roma manda il segnale più fragoroso con quattro gol; la Lazio di Gattuso procede senza rumore ma con una concretezza impressionante; il Napoli scopre invece quanto possa essere sottile il confine tra una vittoria e una sconfitta.
Siamo soltanto all’inizio. Ma se queste sono le premesse, la nuova Serie A sembra avere già trovato un ingrediente prezioso: l’incertezza.

