di Giovanni Macrì
Una tragica vicenda di femminicidio ha scosso ieri sera la città di Messina. Una donna, la 50enne Daniela Zinnanti, è stata ritrovata senza vita nella sua abitazione di via Lombardia, quartiere Lombardo, colpita ripetutamente con un coltello. A scoprire il cadavere è stata la figlia della donna, che, non riuscendo a mettersi in contattato con la madre, si era recata nell’appartamento di costei. Alla vista del corpo della madre, riversa a terra in un lago di sangue, ha avuto un malore ed è stata trasportata in ospedale.
Gli accertamenti da parte degli uomini della Squadra Mobile sono scattati immediatamente. Gli investigatori e gli esperti della Polizia scientifica hanno effettuato controlli sia nell'appartamento che nelle zona limitrofa alla ricerca dell'arma. Infatti, un coltello è stato recuperato vicino a un cassonetto non lontano dall'abitazione della Zinnanti. Sono state acquisite anche le telecamere di videosorveglianza del condominio e della zona per visionare i filmati. Sul posto sono intervenuti anche il magistrato di turno e il medico legale per una prima ricognizione sul corpo. Subito gli agenti hanno concentrato l’attenzione sull’ex compagno della donna: il 67enne Santino Bonfiglio. L’uomo è stato interrogato negli uffici della Polizia fino a notte fonda per essere, poi, condotto nel carcere di Gazzi. Inchiodato dalle immagini... ha confessato.
Il Bonfiglio era ai domiciliari per reati contro la persona, ma diversamente da quanto riportato dai media nelle prime ore dopo il delitto, non aveva il braccialetto elettronico. Si sarebbe quindi recato dalla ex, forse, con l’intenzione di discutere e tentare una riconciliazione, ma... è stato respinto. I due, infatti, erano separati da mesi e il loro rapporto era segnato da conflitti continui. Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, questo era travagliato: i due si lasciavano e si riprendevano
Durante l’incontro la situazione sarebbe degenerata e l’uomo, in un raptus di ira, avrebbe, quindi, preso un coltello, colpendo ripetutamente la donna decine di volte, causandone la morte. Le indagini hanno inoltre accertato che circa un mese fa il Bonfiglio aveva già aggredito la Zinnanti, picchiandola e costringendola a ricorrere alle cure ospedaliere. In quell’occasione la donna aveva sporto denuncia, che, però, poi aveva ritirata.
Ad oggi, sono otto le vittime di femminicio dal 1 gennaio del 2026 fino a ieri. Nel 2025 sono state ben 85.
Tale fenomeno continua a manifestarsi con numeri veramente allarmanti, colpendo donne di ogni età o contesto sociale. Considerarne i dati e non dimenticare le vittime aiuta a comprenderne la portata e a mantenere viva l’attenzione su una violenza che non può essere ignorata.
Uno dei momenti più pericolosi è quando una donna decide di lasciare il suo partner. Alcuni uomini, infatti, ponendola in una posizione di subordinazione, vivono la separazione come una perdita di controllo, un’umiliazione o uno sminuimento della loro virilità, reagendo, pertanto, con violenza che può sfociare, dopo segnali, come: minacce, stalking e accanimenti fisici o psicologici, in un’escalation di aggressività fino, proprio...all’omicidio.
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