di Fiore Sansalone
Fabio Marchioni, 36 anni, è morto martedì 8 luglio nel torrente Dardagna, tra le province di Modena e Bologna.
Si era tuffato nelle acque vicino alle celebri cascate, ma in quel tratto l’acqua era troppo bassa: ha battuto la testa contro una roccia. A nulla sono serviti i soccorsi: la morte è avvenuta sul colpo. Alcuni turisti inglesi hanno dato l’allarme dopo aver visto il corpo in acqua.
A poche ore di distanza, anche il padre, Aurelio Marchioni, 67 anni, si è tolto la vita. Mercoledì mattina è stato ritrovato senza vita a Fanano, lungo il torrente Leo, dove si era lanciato da un ponte. Lì vicino, nella sua auto, c’era il cane di Fabio, lo stesso che il figlio aveva portato con sé durante l’escursione. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’uomo si sarebbe allontanato dopo aver riconosciuto il corpo del figlio. Non è più rientrato a casa.
La famiglia Marchioni era molto conosciuta a Sestola, dove da generazioni gestiva lo storico Hotel del Corso, aperto negli anni Venti dai nonni Oreste e Genoveffa. Fabio, dopo gli studi universitari a Bologna, aveva scelto di tornare per lavorare nell’attività di famiglia insieme ai genitori.
«Un ragazzo d’oro, pieno di vita e gran lavoratore», lo descrivono sui social e tra i conoscenti.
«Aurelio era un uomo mite, legato al territorio, da anni nel Consorzio Albergatori e nel gruppo sportivo Casine», ricorda il presidente del gruppo, Angelo Puccini.
«Siamo una comunità ferita da un dolore troppo grande», ha dichiarato il sindaco Fabio Magnani, proclamando tre giorni di lutto cittadino.
In paese, tutti ricordano quanto fossero legati padre e figlio, sia nella vita privata che nel lavoro quotidiano. Il ricordo della primogenita, morta trent’anni fa in un tragico incidente domestico, era una ferita mai chiusa.
I funerali di Aurelio e Fabio si svolgeranno insieme, nella chiesa parrocchiale di Sestola. Un commiato che unirà due generazioni spezzate da una stessa, inaccettabile assenza.

