Dopo cinque giorni di agonia, si è spento il 67enne rimasto gravemente ustionato nell'incidente al distributore di via dei Gordiani. Amava gli animali e aveva servito l’Aeronautica: per gli amici era “un uomo buono, da sempre”
di Fiore Sansalone
ROMA – Aveva ancora il viso pieno di ustioni, Claudio Ercoli, quando lo hanno portato al Sant’Eugenio.
Il suo corpo era coperto per oltre la metà da bruciature di terzo grado. I medici ci hanno provato fino all’ultimo: martedì è stato sottoposto a un difficile trapianto di pelle. Ma alla fine non ce l’ha fatta. Dopo cinque giorni in terapia intensiva, il suo cuore ha ceduto. Claudio è morto così, a 67 anni, per le ferite riportate nella tragica esplosione del distributore gpl di via dei Gordiani, a Roma.
“Era un brav’uomo, un uomo buono”, dice Marco, un amico di infanzia che appena ha saputo della notizia si è precipitato in ospedale. “Sempre il primo a tendere la mano. Era così già da ragazzini, quando eravamo compagni di classe alle elementari”. Claudio aveva servito nell’Aeronautica durante il servizio di leva. Da anni era sposato con Mariagrazia, la donna con cui aveva condiviso tutta la vita. Amava gli animali, il silenzio della casa, le piccole cose. Al momento dell’esplosione stava lavorando nei pressi della cisterna, stando alle prime ricostruzioni.
Con la sua morte, la procura di Roma valuta l’aggravamento del quadro accusatorio: all’ipotesi iniziale di disastro e lesioni colpose, potrebbe ora aggiungersi quella di omicidio colposo. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, è in corso. Gli inquirenti stanno visionando le immagini delle telecamere e raccogliendo testimonianze per ricostruire ogni istante prima e dopo la deflagrazione.
L’incidente ha lasciato dietro di sé una lunga scia di feriti – una quarantina in tutto – e almeno un’altra persona è ancora in prognosi riservata, con ustioni sul 25% del corpo. Il boato ha spaccato l’aria nella capitale, si è sentito a chilometri di distanza. Le fiamme hanno divorato un impianto sportivo e danneggiato alcune scuole.
Il Comune di Roma ha attivato una cabina di regia per gestire l’emergenza post-esplosione. Durante un vertice, l’assessore alle periferie Pino Battaglia ha annunciato misure per garantire la riapertura della scuola dell’infanzia Balzani a settembre, con la temporanea sistemazione degli alunni in altri plessi. È in corso anche la messa in sicurezza dell’impianto sportivo Villa De Sanctis, e il parco circostante sarà riaperto il prima possibile. L’assessorato alla Casa sta verificando eventuali danni agli alloggi comunali della zona.
Claudio Ercoli è morto come vivono in tanti, senza fare rumore. Il suo nome adesso finirà in una perizia, forse in un fascicolo giudiziario. Ma la sua vita non era un numero né un’ombra tra i feriti. Era fatta di affetti, amicizie, amore per gli animali, e di quella disponibilità semplice e rara che non si impara ma si ha nel sangue. È morto in un’esplosione forse evitabile, forse no – sarà la magistratura a dirlo. Ma a noi resta il dovere di raccontarlo non solo come una vittima, ma come un uomo. Uno come tanti, sì. Ma uno che correva in aiuto degli altri. Anche quando sarebbe bastato restare a guardare.

