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Il 35enne ha raggiunto la pista eludendo i controlli di sicurezza: ancora da chiarire le motivazioni del gesto

 

di  Monica Vendrame

Una corsa disperata, in contromano, oltre i confini del buonsenso e della sicurezza, finita con un impatto tremendo contro un motore acceso, nel cuore dell’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio.

È morto così Andrea Russo, 35 anni, originario del Bresciano, nella mattinata dell’8 luglio. Un gesto incomprensibile e tragico che ha lasciato attoniti passeggeri, personale aeroportuale e forze dell’ordine.

Tutto si è consumato in pochi minuti, ma con una dinamica che fa sorgere domande pesanti. Secondo quanto ricostruito, Andrea Russo sarebbe arrivato da solo, a bordo della sua Fiat 500 rossa. Ha imboccato contromano un accesso all’aeroporto, ha abbandonato l’auto e ha iniziato a correre. Correre verso dove? Verso la pista, verso un Airbus A319 della compagnia Volotea, che in quel momento stava ultimando la manovra di pushback — l’arretramento del velivolo prima di iniziare il rullaggio per il decollo.

Russo ha sfondato ogni barriera possibile. Ha eluso controlli, evitato steward e personale della sicurezza, ha aperto una porta d’emergenza nel settore arrivi e si è fatto strada fino al piazzale degli aeromobili. Circa 200 metri tra barriere, vetri, snodi presidiati, pattuglie. Un tragitto che nessuno dovrebbe mai riuscire a percorrere così facilmente. Eppure è successo.

 

 

A bordo dell’aereo, destinazione le Asturie, c’erano 154 passeggeri, due piloti e quattro assistenti di volo. Nessuno è rimasto ferito, ma in molti hanno assistito attoniti a una scena che ha dell’incredibile. «Ho visto un ragazzo scappare dagli steward, si è buttato contro il motore di destra, poi ha fatto il giro e si è lanciato in quello sinistro», racconta un giovane testimone ancora sotto shock, mentre si trovava sulla scaletta di un aereo poco distante.

Volotea ha confermato “con rammarico” il tragico incidente in un comunicato ufficiale, sottolineando che l’uomo non aveva alcun legame con la compagnia. I passeggeri del volo sono stati tutti assistiti, e riprotetti su un altro aereo decollato nel pomeriggio.

L’aeroporto di Orio al Serio, uno dei più trafficati d’Italia, è rimasto chiuso per quasi due ore, dalle 10:20 alle 12:00, mentre Sacbo — la società che gestisce lo scalo — ha parlato di un “inconveniente sulla via di rullaggio”, senza sbilanciarsi sulle cause. «Il drammatico evento ha sconvolto l’intera comunità aeroportuale», ha dichiarato il presidente Giovanni Sanga, esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima.

Le indagini sono ancora in corso, ma l’ipotesi più accreditata resta quella del suicidio. Andrea Russo aveva alle spalle qualche problema con la droga, anche se al momento non è chiaro se il gesto sia stato lucido, improvviso o figlio di una sofferenza più profonda e silenziosa.

Resta però una domanda aperta, pesante come il silenzio calato sulla pista dopo la tragedia: com’è possibile che un uomo solo sia riuscito ad arrivare così vicino a un motore acceso senza che nessuno riuscisse a fermarlo?

È difficile trovare senso in una scena così drammatica, e ancora più difficile è trarre conclusioni senza rischiare di banalizzare il dolore. Le indagini diranno se si è trattato davvero di un gesto estremo o del frutto di un momento di forte instabilità. Quello che resta, intanto, è un interrogativo che va oltre la sicurezza aeroportuale: quanto siamo davvero in grado di intercettare il disagio, prima che si trasformi in tragedia?
Un aeroporto è fatto per partire, non per morire. Eppure, stavolta, è stato lo scenario di una fine che poteva — forse — essere evitata.

 

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Info Autore
Monica Vendrame
Author: Monica Vendrame
Biografia:
Vive a Pegli, affacciata sul mare di Genova. Direttrice editoriale del quotidiano online La Voce agli Italiani, redattrice de "La Voce del Savuto", unisce rigore giornalistico e sensibilità umana, occupandosi di attualità, cultura e temi sociali. Vicepresidente dell’Associazione culturale Atlantide, promuove eventi e progetti dedicati all’arte e alla parola. Scrittrice e poetessa, sta lavorando al suo primo volume di liriche. Ama la fotografia, la lettura, l’arte in ogni forma e ha uno sguardo attento alle sfumature della vita.
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