di Monica Vendrame
"Viviamo barricati in casa, il degrado è ovunque. Aiutateci". È l’appello disperato che arriva da due quartieri della Capitale, Appio Claudio e Tuscolana, dove la convivenza con centinaia di piccioni è ormai diventata una condanna quotidiana. Tra terrazzi impraticabili, automobili imbrattate e odori nauseabondi, i residenti chiedono un intervento immediato.
Il primo grido d’allarme arriva dalla zona Tuscolana. Una residente racconta la quotidiana invasione di piccioni che, puntuali ogni sera, si riversano su un terrazzo al primo piano: "Forse qualcuno li nutre, ma la situazione è fuori controllo. I terrazzi sono sporchi, chi ci vive è costretto a pulire ogni giorno. Ho trovato persino un piccione morto in cantina".

Secondo la donna, i volatili si muovono in stormi compatti e anche un tentativo di scacciarli è inutile: "Basta un colpo alla ringhiera e volano via, ma dopo due minuti sono di nuovo lì". La preoccupazione non è solo per l’igiene ma anche per la salute pubblica: "Viviamo affacciati su un terrazzo invaso da animali e sporcizia. Non è più possibile andare avanti così".
Poco distante, nel cuore dell’Appio Claudio, la situazione non è meno drammatica. Qui, i residenti convivono da anni con una vicina ribattezzata "la signora dei piccioni", che ha trasformato il suo balcone in una mensa continua per uccelli. Ogni giorno, dalle 6 del mattino alle 3 di notte, lancia carne, pesce e mangime in quantità tali da attirare stormi di piccioni e gabbiani. Il risultato? Un’intera via paralizzata dal degrado.
https://www.youtube.com/shorts/dvriEJAn2k0
Le conseguenze sono gravi: marciapiedi inaccessibili, finestre chiuse, balconi inutilizzabili, tende sempre tirate, e un tanfo costante che rende l’aria irrespirabile. I condomini, ormai esasperati, hanno più volte interpellato Asl, Municipio e Polizia Locale, senza ottenere soluzioni concrete.
"Abbiamo provato a parlarle, a spiegarle quanto tutto ciò sia insostenibile – raccontano i residenti – ma ogni tentativo è stato inutile. Lei continua a lanciare cibo, anche crudo, persino in strada, mettendo a rischio chiunque passi sotto casa".
Ironia della sorte, il palazzo è stato recentemente ristrutturato. "Le facciate sono state appena ripulite, ma è stato tutto inutile. Il danno è continuo, visibile, intollerabile".
A rendere ancora più grave la vicenda è la recente apertura di un asilo nido accanto al palazzo incriminato. "Centinaia di bambini giocano a pochi metri da un marciapiede pieno di guano e resti di cibo – si legge in una lettera inviata dai genitori –. È questo il contesto in cui devono crescere i nostri figli?"
Nonostante esista un regolamento del Comune di Roma che vieta espressamente la somministrazione sistematica di alimenti ai colombi, la situazione sembra non trovare soluzione. Nemmeno l’intervento di pacchi di mangime consegnati ogni settimana sotto casa della “signora dei piccioni” è bastato a far scattare controlli efficaci.
Quello che accade in queste zone di Roma racconta una doppia emergenza: da un lato, la disperazione di chi non riesce più a vivere nella propria casa; dall’altro, il dramma silenzioso degli animali, spesso vittime inconsapevoli della cattiva gestione umana.
Perché non si tratta di "colpa dei piccioni", ma di comportamenti umani errati: l’alimentazione massiccia e non regolata altera l’equilibrio naturale, favorisce sovrappopolazione e degrado, generando disagio per tutti — uomini e volatili.
Servono regole chiare, ma soprattutto serve il buon senso. Quello che sa proteggere la salute pubblica, il decoro urbano, ma anche la dignità degli animali, che non meritano di essere amati in modo sbagliato né odiati per le conseguenze degli errori umani.
Vivere bene, tutti, è possibile. Ma solo se torniamo a riconoscere il valore del rispetto reciproco: tra cittadini, istituzioni e creature con cui condividiamo le nostre città.
https://www.iene.mediaset.it/video/roma-il-condominio-invaso-dai-piccioni_1397630.shtml

