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di Adelaide Baldi

Sono molti i nidi di tartaruga Caretta Caretta individuati finora sulle spiagge italiane e messi in sicurezza. Solo in Campania sono ben 40.

Quest’estate è stato superato il record dello scorso anno confermando come questa regione, in particolare il Cilento con 28 nidi, venga sempre di più scelto dalle mamme tartarughe per deporre le uova.

Il Cilento si conferma, dunque, terra di tartarughe con nidificazioni a Acciaroli, a Ascea Marina, a Camerota Marina, a Casal Velino Marina, a Mezzatorre, a Montecorice, a Paestum, a Palinuro e a Santa Maria di Castellabate.

«Le tartarughe Caretta Caretta vengono a nidificare in gran numero sulle coste campane – spiega il ricercatore della stazione Anton Dohrn Fulvio Maffucci – perché le temperature del mare sono aumentate, per cui oggi queste tartarughe trovano habitat idonei alla nidificazione anche alle nostre latitudini». 

Fino a pochi anni fa i nidi di tartarughe marine sulle nostre spiagge erano una rarità, al punto di contarsi sulle dita di una mano. Oggi, fortunatamente, qualcosa è cambiato. Un ottimo segnale per questa specie in via di estinzione. Si stima che ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscano catturate negli attrezzi da pesca nel Mediterraneo e che di queste oltre 40mila muoiano. La tartaruga Caretta Caretta è un animale fondamentale nell’ecosistema, tanto che da molti studiosi è chiamata la “chiave di volta”. Un bel segnale anche per i territori che hanno saputo coniugare con successo tutela dell’ambiente e biodiversità, con un turismo sostenibile. 

La tartaruga Caretta Caretta esce dall’acqua di notte, raggiunge la spiaggia e dopo aver scavato una buca depone circa 100 uova che ricopre con la sabbia.  L’incubazione delle uova dura circa cinquanta giorni. È in questo lasso di tempo che diventa di fondamentale importanza l’attività dei volontari per la protezione dei nidi messi a rischio dalla pulizia meccanica delle spiagge, dalla predazione da parte di altri animali, dalle mareggiate e dai turisti inconsapevoli. I nidi di tartaruga sono molto delicati. A monitorare e sorvegliare i nidi  il gruppo Tartarughe Marine Campania, i biologi dell’Anton Dohrn e in particolare i volontari dell’Enpa di Salerno, che si spendono quotidianamente per rilevare i nidi, proteggerli e soprattutto educare bagnanti al loro rispetto.

«Anche quest’anno noi volontari Enpa, tra una traccia e un’altra, dedichiamo del tempo per spiegare ai bambini, attraverso il gioco, l’importanza di segnalare le tracce e preservare i nidi. Ci teniamo molto alla formazione dei piccoli, perché saranno gli adulti di domani e su di loro speriamo di contare per un futuro migliore».

Dopo la schiusa, che avviene generalmente di notte, le piccole tartarughe escono dalla sabbia e si dirigono subito verso il mare.

 

Immagine da pagina Facebook del Comune di Pollica

 

 

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Info Autore
Adelaide Baldi
Author: Adelaide Baldi
Biografia:
Adelaide Baldi è nata in Valtellina nel 1970. Dall’età di 7 anni vive nella patria della Dieta Mediterranea, sulla costa del Cilento. Giornalista pubblicista, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Collabora per "Cronache Cilentane", periodico di informazione del Parco Nazionale del Cilento-Vallo di Diano e Alburni.
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