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C’era una volta la proprietà privata.

Compravi una casa, pagavi tasse, notaio, mutuo, manutenzione e magari sacrificavi mezzo stipendio per trent’anni. Poi, ingenuamente, pensavi che quella casa fosse tua.

Pensavi.

Perché da Bruxelles arriva una nuova idea: nelle cosiddette “aree sotto stress abitativo”, Stati, Regioni e Comuni potrebbero ottenere strumenti più incisivi per limitare gli affitti brevi e, secondo la bozza dell’Affordable Housing Act anticipata dalla stampa, persino intervenire sugli acquisti di immobili non destinati ad abitazione principale o ad affitto di lungo periodo.

Tradotto dal burocratese europeo: hai comprato la casa, ma qualcuno potrebbe decidere come devi utilizzarla.

Naturalmente siamo ancora davanti a una bozza. La proposta dovrà essere presentata e poi discussa da Parlamento europeo e Consiglio. Nessuno, oggi, ha vietato agli italiani di comprare una seconda casa. Ed è bene dirlo chiaramente, prima che qualcuno si precipiti a gridare alla bufala.

Ma il principio politico resta sul tavolo. Ed è enorme.

Bruxelles vuole individuare le zone dove il costo delle abitazioni è diventato insostenibile rispetto ai redditi e consentire alle autorità locali di adottare misure più severe. Fra i parametri circolati nella bozza c’è anche un rapporto fra prezzo delle case e reddito pari ad almeno otto volte, accompagnato dal peggioramento della situazione nel tempo.

E qui arriva il capolavoro.

L’Europa sa benissimo che il problema non nasce soltanto dagli appartamenti affittati ai turisti. La stessa Commissione parla della necessità di costruire di più, ridurre la burocrazia, accelerare le autorizzazioni, utilizzare gli immobili vuoti e aumentare l’offerta abitativa.

Mancano le case, costruire costa sempre di più e la burocrazia rallenta tutto.

E quale potrebbe diventare una delle soluzioni?

Dire al proprietario cosa può fare della casa che già possiede.

Fantastico.

Gli affitti brevi possono certamente creare problemi enormi in alcune città turistiche e nessuno nega che realtà come Venezia, Barcellona o altri centri particolarmente sotto pressione abbiano bisogno di strumenti adeguati.

Ma tra regolamentare un fenomeno e cominciare a stabilire per quale motivo un cittadino possa acquistare un immobile passa una bella differenza.

Una differenza che si chiama proprietà privata.

La Commissione assicura che tutto dovrà avvenire nel rispetto della sussidiarietà e che l’obiettivo è fornire strumenti a Stati ed enti locali, non imporre indiscriminatamente divieti da Bruxelles.

Benissimo.

Allora teniamo gli occhi aperti.

Perché oggi si parla delle zone dove le abitazioni costano troppo. Domani chissà.

Prima ti spiegano che la casa è un diritto. Poi rischiano di spiegarti cosa puoi fare con la tua.

E a forza di proteggere tutto, regolamentare tutto e decidere tutto, rimane una piccola domanda.

La casa è ancora del proprietario?

O gli resta soltanto il mutuo?

 

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IL PUNGIGLIONE
Author: IL PUNGIGLIONE
Biografia:
Il Pungiglione è una rubrica satirica che osserva fatti, politica, società e costume con ironia, sarcasmo e qualche inevitabile puntura. Uno spazio libero e irriverente, dove le notizie vengono raccontate da un’altra prospettiva: quella che fa sorridere, ma anche riflettere. Perché, a volte, una buona risata può pungere più di mille parole.
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