Pin It

 

di  Monica Vendrame 

A qualche giorno di distanza dal discorso alla nazione del presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, vale la pena tornarci sopra.

Non perché abbia cambiato il corso degli eventi internazionali – purtroppo le guerre raramente si fermano per un discorso – ma perché in quelle parole c’era qualcosa che nella politica contemporanea si sente sempre meno: chiarezza.

Il cuore del messaggio di Sánchez era semplice e difficilmente equivocabile: la posizione della Spagna sul nuovo conflitto in Medio Oriente può essere riassunta in tre parole: no alla guerra.

Una formula diretta, quasi elementare, che proprio per questo ha colpito molti osservatori. Nel linguaggio della diplomazia internazionale si preferiscono normalmente le sfumature, i distinguo, le frasi calibrate per non irritare alleati o partner strategici. Sánchez ha scelto invece una linea più netta: ricordare che il diritto internazionale esiste per proteggere tutti, soprattutto i civili, e che i governi hanno il dovere di difenderlo.

Nel suo intervento il premier spagnolo ha richiamato anche una lezione che l’Europa dovrebbe conoscere bene: quella della Guerra in Iraq del 2003. Allora l’intervento militare fu presentato come una scelta necessaria per garantire sicurezza e stabilità. Il risultato, vent’anni dopo, è sotto gli occhi di tutti: instabilità regionale, terrorismo rafforzato, crisi migratorie e shock energetici che hanno colpito direttamente le economie europee.

Sánchez non ha preteso di sapere come finirà l’attuale escalation con l’Iran. Sarebbe una presunzione. Ma ha posto una domanda molto concreta: davvero questa guerra porterà a un mondo più giusto? Migliorerà la vita delle persone? Aumenterà i salari, rafforzerà i servizi pubblici, renderà più sicuro il pianeta?

La risposta che emerge dal suo ragionamento è evidente. La guerra raramente produce quei risultati. Molto più spesso genera l’opposto: instabilità, paura e costi economici che ricadono sulle società.

Nel suo discorso c’era anche una critica politica piuttosto esplicita: quella verso i leader che usano i conflitti per nascondere i propri fallimenti interni o per alimentare interessi economici legati all’industria militare. Quando il mondo smette di costruire ospedali per costruire missili, qualcuno sta guadagnando da quella scelta.

Allo stesso tempo Sánchez ha ricordato che governare significa anche prepararsi alle conseguenze della crisi. Madrid sta lavorando per riportare a casa i cittadini spagnoli presenti nella regione e per proteggere famiglie e imprese dalle possibili ricadute economiche del conflitto, soprattutto sul fronte energetico.

A distanza di qualche giorno, dunque, il discorso del leader spagnolo resta interessante per una ragione precisa. In un’Europa dove il linguaggio della sicurezza tende sempre più a coincidere con quello della forza militare – come dimostrano le posizioni del presidente francese Emmanuel Macron – la Spagna ha scelto di ricordare un principio diverso: che la politica estera non può ridursi alla logica delle armi.

Dire “no alla guerra” non è una posizione ingenua. È una scelta politica. E come tutte le scelte politiche comporta pressioni, critiche e costi diplomatici.

Forse è proprio per questo che il discorso di Sánchez continua a far discutere anche a giorni di distanza. Perché ha riportato nel dibattito pubblico una domanda che la politica internazionale tende spesso a evitare: se davvero le guerre servono a migliorare la vita delle persone.

Una domanda semplice. Ma tremendamente scomoda.

 
Pin It
Info Autore
Monica Vendrame
Author: Monica Vendrame
Biografia:
Vive a Pegli, affacciata sul mare di Genova. Direttrice editoriale del quotidiano online La Voce agli Italiani, redattrice de "La Voce del Savuto", unisce rigore giornalistico e sensibilità umana, occupandosi di attualità, cultura e temi sociali. Vicepresidente dell’Associazione culturale Atlantide, promuove eventi e progetti dedicati all’arte e alla parola. Scrittrice e poetessa, sta lavorando al suo primo volume di liriche. Ama la fotografia, la lettura, l’arte in ogni forma e ha uno sguardo attento alle sfumature della vita.
I Miei Articoli

Notizie

Visitatori

Today 386

Yesterday 337

Week 386

Month 8101

All 26876

Currently are 23 guests and no members online

Kubik-Rubik Joomla! Extensions