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di  Gabriella Paci

A Mantova, ad ogni angolo è facile trovare un branco di maranza incappucciati che sputano, urlano, minacciano i passanti e spaccano tutto.

L’ultimo episodio riguarda l’albero di Natale della galleria Apollo, donato dall’associazione Cuore Amico, che in una manciata di minuti ha avuto le luci strappate, le palline calpestate, la base divelta e pestata. Corso Umberto non è più la via dello shopping natalizio: è diventata una no-go zone dove un albero di Natale sembra un’offesa da punire.

Perché? Solo per il gusto di distruggere ciò che per altri è bello e importante avere.
Ma chi sono i “maranza”? Il nome, la cui etimologia pare risalire al gergo meridionale di “melanzana”, indica perlopiù giovani pakistani e nordafricani di seconda generazione o immigrati che si distinguono per l’atteggiamento rissoso e violento e per l’abbigliamento con capi vistosi, spesso contraffatti. Amano essere identificati per ciò che sono, con la spavalderia di chi si sente padrone del territorio e non teme punizioni.

Neppure la scuola è stata risparmiata: alla “Salvemini” di Barra, periferia orientale di Napoli, si sono registrati ripetuti atti vandalici. L’ultimo, il 4 dicembre, il quinto in poco più di una settimana, ha causato la distruzione degli addobbi e delle decorazioni natalizie preparate per i bambini.

Finora, in quasi tutte le scuole — dalla materna alle superiori — era d’obbligo, o quasi, allestire un presepe insieme agli addobbi natalizi.

Ma in Toscana, a Magliano (Gr), le maestre di una scuola elementare hanno deciso di eliminare non solo il presepe, ma tutti i riferimenti a Gesù, nonostante il Natale sia la festa dedicata alla sua nascita. Perfino la canzone italianizzata di Jingle Bells doveva essere modificata evitando di nominare Gesù. La motivazione? Evitare di “ferire” gli alunni islamici presenti e garantire la laicità della scuola.

L’ultimo esempio, in un’interminabile serie, arriva da Bruxelles dove, in pieno centro storico, nella Grand Place, Maria, Giuseppe, Gesù bambino e i Re Magi sono stati raffigurati senza volto. Al posto dei loro tratti, un maxi disegno fatto di pezzi di tessuto multicolore: un patchwork di gusto discutibile, realizzato in nome dell’inclusione. Come dire che, per non offendere gli islamici, noi cristiani dovremmo evitare di festeggiare le nostre tradizioni, mentre al contrario accettiamo la presenza di moschee e cerimonie religiose straniere.

Già le chiese hanno ridotto all’essenziale il presepe, simbolo per eccellenza del Natale; ma alterarlo o ometterlo pare davvero troppo.

Tanto varrebbe allora dire che il Natale è semplicemente una festa commerciale, riservata ai regali e agli incontri culinari, senza alcunché di religioso o “storico”. Peccato che già il suo nome, Natale, identifichi la nascita di Gesù.

 

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Info Autore
Gabriella Paci
Author: Gabriella Paci
Biografia:
Laureata in storia e filosofia presso l’Università degli studi di Firenze, Gabriella Paci ha sempre vissuto ad Arezzo, dove ha svolto con passione l’insegnamento delle lettere presso un istituto superiore della città. Appassionata di viaggi e di letture, ha da sempre l’inclinazione ad osservare la realtà ed ascoltare la sua voce interiore. Nella certezza che inquietudini, passioni, emozioni e sogni sono propri dell’itinerario esistenziale di ognuno, e dunque universali, ha voluto e vuole condividere le sue poesie con gli altri. Ha pubblicato quattro libri di poesie: “Lo sguardo oltre…”, edito da Aletti nel 2015, “Onde mosse”, edito da Effigi nel 2017, “Le parole dell’inquietudine”, edito da Luoghinteriori nel 2019 “Sfogliando il tempo”.ediz Helicon 2021. Grazie anche ai numerosissimi e prestigiosi premi di carattere nazionale e internazionale ricevuti sia per le poesie singole che per i libri editi quali,per citarne solo alcuni tra i tanti,” Michelangelo; “Quasimodo”; “Buongiorno Alda” “Città di Varallo”, “Premio internazionale “Poeta dell’anno” di Milano, Premio Atlantide ecc. per un totale che supera ampiamente il centinaio, ha rafforzato la sua volontà di condividere emozioni e sentimenti con gli altri continuando nella sua attività di scrittura. Le sue poesie sono presenti in molte antologie, e sul giornale on line “Alessandria today news”. Ha pubblicato in riviste quali “Luogos” del Giglio blu di Firenze e “Buonasera Taranto”ed “Euterpe”. Fa parte dell’associazione “Wiki poesia” e di “Poetas du mundo” ed è presente sul blog “poetry factoy” “e Italian poetry”
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