di Ettore Zanca
All’indomani della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, molti ricorderanno — ovviamente e giustamente — gli abusi fisici e umani che non devono esserci verso i minori, ma c’è un fenomeno involontario e sotterraneo che non va trascurato.
Un termine che ancora non è diventato di moda nell’uso corrente, quanto “resilienza” e “storytelling”, e che invece dovrebbe esserlo, è sharenting: la fusione di due parole inglesi che, in soldoni, indica il mettere sui social le foto e i video dei minori.
La Deutsche Telekom due anni fa, fece uno spot sugli effetti dello sharenting, grazie alla tanto vituperata da chi non sa come si usa, intellligenza artificiale, ha dimostrato come una bambina di nove anni, Ella, nel corso del tempo possa diventare carne da macello per vari siti, partendo proprio da immagini postate dai suoi genitori. Tempo fa era uscita una campagna ancora più efficace, delle persone all’apparenza normali che potremmo avere sui social, che ringraziavano per aver fornito la foto di bambini a chi aveva postato e se ne intuisce il perché.
In Italia è stato calcolato che questo fenomeno coinvolga per il 98% immagini di bambini da 0 a 5 anni. Intendiamoci: qui non si fustiga o critica nessuno. Anzi. Molto spesso a tutti è sembrato innocente postare immagini di figli, dividere con una comunità che comunque ci tiene compagnia, descrivere scene di vita familiare. C'è chi ci ha costruito anche fortuna e follower. L'assurdo della rete è proprio questo. Impone restrizioni non capendo davvero a volte cosa punisce e consente cose che inconsciamente mettono in pericolo.
Fare vedere i propri figli o comunque bambini e ragazzi è uno di questi. Stiamo, nella migliore delle ipotesi, non valutando anche un loro diritto futuro a non voler comparire, nella peggiore delle ipotesi li forniamo in pasto a giri peggiori. Ovviamente c'è un momento in cui subentra il loro libero arbitrio ed è intorno ai sedici anni, età in cui spesso vanno sui social. A volte anche prima. Io sarò fatto male, ma nel corso del tempo e per varie ragioni, ho imparato che gli amori, tutti gli amori che abbiamo, non vanno ostentati o esibiti. Ci cadiamo tutti, ci siamo finiti tutti nel farlo.
Qualche mese fa la Francia ci è scesa giù pesante. Per proposta di un piccolo partito ma condivisa da molti, è stata ipotizzata una legge che non permetta di postare immagini di minori sui social. Un'ipotesi che è stata immediatamente condivisa anche in Italia per riportare alla luce la questione. Non so come la pensiate voi. Ma ad esempio fa pensare un dato importante tra quelli forniti: il 50% delle foto di minori trovate nei siti del deep web, dove si compie tutto ciò che non immaginate succeda, è stato fornito proprio dai genitori. Insomma se non parliamo di complicità collettiva involontaria almeno diciamo che c'è stata una macroscopica ingenuità.
A volte nel fare questo discorso mi sento opporre di libertà negate nel fare una cosa bella.
Non so, mi viene da rispondere che anche guardare un panorama mozzafiato lo è. Ma non lasceremmo che i nostri figli arrivino fino alla soglia del crepaccio e rischino di cadere.
Info Autore
Author: ETTORE ZANCA
Biografia:
Ettore Zanca, nato a Palermo nel 1971. Laureato in giurisprudenza, consulente di comunicazione e diritto, insegna storytelling emozionale e sportivo per corsi di comunicazione, aziende e per la didattica scolastica.
Cura progetti di narrativa per pazienti pediatrici e ragazzi autistici insieme ad aziende ospedaliere di eccellenza. Ha collaborato come storyteller a progetti ospedalieri di comunicazione per L'istituto Giannina Gaslini, la fondazione Gaslininsieme ETS, PAFVG, Progetto autismo Friuli venezia Giulia, L'ospedale Bonino Pulejo di Messina, La Content e Power Speaking. Ha collaborato come consulente per i contenuti narrativi e come giurista d'impresa con varie aziende del settore edile, legale, vinicolo, HR e risorse umane, con studi di architettura e nel settore dell'abbigliamento oltre che occuparsi di contenuti come autore nel settore dell'informazione sportiva e calcistica in particolare.
Tiene corsi di scrittura e sul valore emozionale della narrazione social e sull'importanza etica dei contenuti e come migliorarli. firmatario del manifesto etico contro la comunicazione ostile sul web. Ha scritto Zupì e gli infedeli, la favola di Don Pino Puglisi e Vent’anni per Coppola Edizioni, con cui ha vinto il premio per la legalità Torre dell’orologio 2012. Ha vinto il premio speciale Fame di Parole della Società Italiana di Psicologia e Criminologia con il racconto Meglio Essere Peter Parker, sui disturbi alimentari. Ha scritto i racconti Oltre la linea bianca e La giostra della memoria per Urban Apnea Edizioni, Zisa Football Club per Cartacanta e Stiamo arrivando per Gemma Edizioni.
Collabora con Repubblica, Corriere dello Sport, Guerin Sportivo, Tuttomercato Web e StadioNews 24. Ha partecipato alla stesura dell'inno ufficiale del Palermo Calcio scritto da Lello Analfino dei Tinturia. Il suo racconto in onore delle vittime del Ponte Morandi, Tutta in un ponte la mia gatta, è stato inserito nella mostra Quella volta sul ponte, a Palazzo Ducale a Genova. Inserito nella Mappa Letteraria del Comune di Palermo, con il racconto dedicato alla strage di Via D’Amelio, Goffredo.
Con Ianieri Edizioni ha pubblicato il libro E vissero tutti feriti e contenti. Il suo secondo romanzo è stato Santa Muerte, sempre con Ianieri con cui ha vinto il premio Etnabook 2020 del Presidente della Giuria. Il suo terzo romanzo, uscito nel 2022, è L’Oceano oltre la rete, edito da Arkadia.
Si occupa di web reputation e di consulenza nei temi di diritto per vari settori della comunicazione. In particolare per: uso dei social media per aziende e per i dipendenti, i profili sanzionatori individuali e aziendali.
Elabora strategie di comunicazione multilivello per fundraising, e creazione di strutture narrative per campagne di donazione e volontariato nel terzo settore.
Nel 2024 ha dato vita a uno spettacolo con Emilio Limone e Diego Colaiori, "I nostri ricordi", dedicato al calcio, alle maglie da gioco e alla storia degli anni '80 e ha partecipato allo spettacolo "Sanremo tra le note e la storia" rappresentando il Festival di Sanremo presente.
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