di Giovanni Macrì
La strage sul lavoro continua.
Nessuno avrebbe potuto immaginare che, ieri pomeriggio, la giornata lavorativa del 61enne Raimondo Maimone, stimato professionista e curatore di allestimenti di grandi eventi, titolare della ditta individuale: “Sicil Audio Service”, avrebbe avuto un tragico epilogo. La vita dell'uomo, infatti, è stata spezzata da un destino infame mentre era impegnato in lavori di ammodernamento tecnologico della cava, all’interno di un’azienda, la Co.M.Man, che si occupa di movimento terra, scavi e demolizioni sita nella zona artigianale di Larderia Inferiore (ME).
Il Raimondo era un elettricista stimato e apprezzato, un esperto di impiantistica tecnologica e di impianti audio.
Secondo una prima ricostruzione, l'uomo sarebbe stato travolto da un muletto. L’uomo che era alla guida del mezzo meccanico, infatti, non si sarebbe accordo di lui, travolgendolo.
Soccorso in prima battuta dai suoi colleghi, le sue condizioni sono apparse da subito gravissime e per lui non c’è stato nulla da fare nonostante sul posto siano accorsi gli agenti delle Volanti, seguiti successivamente dagli uomini della Squadra Mobile della Polizia e le ambulanze del 118. Troppo gravi erano le ferite riportate dall’elettricista, che da quella cava non è più uscito vivo.
La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di omicidio colposo.
Tanti sono i messaggi sui social che si succedono in queste ore. Tutti dipingono il Maimone un professionista affidabile e molto appassionato del suo lavoro. Tutti che ricordano il suo sorriso, un sorriso che portava conforto, gioia e speranza. Ora quel sorriso vivrà solo nei ricordi di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
Attraverso una nota, il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi, esprime cordoglio e dolore per la morte del 61enne operaio avvenuta nel pomeriggio di ieri nell’area industriale di Larderia e afferma: “Come organizzazione sindacale quando si verificano eventi del genere riteniamo che sia una sconfitta per tutto il sistema del mondo del lavoro. La sicurezza, lo ribadiamo, deve essere la priorità di chi fa impresa, di chi lavora, di chi ha un ruolo nel controllo!”.
Una scia di sangue che non arresta a fermarsi. Una vera e propria mattanza silenziosa che continua a consumarsi sul posto di lavoro. Secondo i più recenti dati dell’Inail, riferiti ai primi sette mesi del 2025, confermando un trend allarmante, sono state 432, tra gennaio e luglio scorsi, le denunce di infortunio mortale... una media di due al giorno. I numeri restano drammatici e preludono ad una chiusura del 2025 sul solito e sconfortante valore di oltre settecento infortuni mortali sul lavoro. Numeri che parlano da soli e che raccontano un dramma sociale che attraversa indistintamente ogni angolo del nostro Paese. Una situazione allarmante e grave con nessuna flessione rispetto agli anni precedenti. E questo indica la stabilità del fenomeno e non, purtroppo, un'inversione di tendenza.
foto Web

