di Monica Vendrame
A 2.300 metri, davanti a uno dei panorami più belli delle Dolomiti, c’è chi sale non per il Sassolungo, non per il silenzio della montagna e nemmeno per un’escursione.
Sale per un krapfen.
Succede al Rifugio Friedrich August, sul Col Rodella, in Val di Fassa, dove il classico bombolone alla crema è diventato in poche settimane una piccola star dei social.
Foto, video, reel, TikTok.
Ed ecco il risultato: lunghe file di turisti che aspettano il proprio turno per conquistare il dolce più fotografato dell’estate.
Il krapfen costa circa quattro euro e viene preparato ogni mattina in grandi quantità. Nulla di straordinario, almeno sulla carta.
Ma basta uno sfondo spettacolare, qualche influencer e qualche milione di visualizzazioni perché un dolce preparato da anni diventi improvvisamente una meta turistica.
La montagna, così, cambia funzione: non è più soltanto un luogo da raggiungere, diventa uno scenario per la fotografia perfetta.
Il fenomeno ha inevitabilmente riaperto il dibattito sull’overtourism nelle Dolomiti, dove in agosto traffico, sentieri affollati e località prese d’assalto sono ormai quasi una normalità.
Il problema nasce quando è il social a decidere dove andare, cosa vedere e perfino cosa mangiare.
E così può succedere che davanti a uno dei paesaggi più straordinari d’Europa ci si metta pazientemente in fila per fotografare un bombolone.
Forse il krapfen sarà anche buonissimo.
Ma c’è qualcosa di curiosamente malinconico in tutto questo.
Perché mentre tutti guardano il dolce sullo schermo del telefono, le Dolomiti sono proprio lì dietro.

