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Tra fedeltà alle origini e vanità del successo 

 

 

di Vito Sorrenti

Ci sono uomini che, partendo dai gradini più bassi, riescono a raggiungere, attraverso l’impegno, la passione e la dedizione, le vette più alte nei vari campi del sapere.

Uomini che, raggiunti i vertici professionali, dalla loro posizione di fama e di prestigio guardano con amore e nostalgia alla propria terra, alle radici, agli amici e soprattutto a coloro che sono cresciuti insieme a loro nei paesi d’origine, spesso meno fortunati. Così facendo dimostrano di non essere soltanto professionisti illustri, ma anche figli devoti, amici sinceri e benefattori delle loro comunità.

Uomini che non dimenticano gli odori, i sapori, i colori delle loro colline, i sentieri irti e le vie strette che li videro virgulti. Uomini che non dimenticano i loro tetti, le origini umili, le difficoltà economiche, i volti di chi ha offerto loro aiuto, le sofferenze dei concittadini. Uomini che non dimenticano il dovere morale verso chi non ha mezzi, verso chi vive momenti di bisogno.

E, paradossalmente, spesso i più sensibili, i più prodighi e i più presenti sono proprio coloro che vivono lontano, in altre regioni o persino in altre nazioni. La distanza geografica non affievolisce il legame: lo rafforza. Lontani fisicamente, restano vicini moralmente. Promuovono il territorio, contribuiscono con discrezione, sostengono iniziative, offrono opportunità, incoraggiano, aiutano senza clamore.

Perché lo fanno? Perché sono visceralmente legati alla loro terra e ritengono giusto restituirle una parte di ciò che hanno ricevuto. Perché desiderano contribuire a migliorare i luoghi che li hanno visti nascere e crescere. Perché vogliono elevare il benessere, la cultura e la dignità dei loro compaesani.

Poi ci sono uomini che, una volta raggiunto il loro piccolo piedistallo, si dimenticano di tutto: delle radici, dell’aiuto ricevuto dagli amici quando vivevano tra privazioni e stenti, dei parenti e della propria storia. Ma, quel che è peggio, assumono atteggiamenti da parvenu e guardano i loro paesani dall’alto in basso, come se avessero sangue blu nelle vene, come se avessero — parafrasando Totò nella poesia ’A livella — natali illustri da far invidia ai principi reali.

E non di rado sono proprio coloro che risiedono stabilmente nei luoghi d’origine e vi esercitano la loro attività professionale ad assumere tali atteggiamenti: invece di servire la propria comunità, tentano di imporsi su di essa; invece di sostenere i concittadini, cercano di sottometterli; invece di ricordare da dove vengono, si comportano come se fossero superiori a chi è rimasto allo stesso punto di partenza.

A ciò si aggiunge un fenomeno ancor più grave: l’uso distorto del prestigio professionale come strumento di potere. Taluni, pur avendo ricevuto istruzione e opportunità, invece di illuminare i propri concittadini con il loro sapere, li confondono deliberatamente, raccontando una realtà che non esiste o deformandola per convenienza di parte.

Così, ciò che dovrebbe essere un servizio alla verità diventa un mezzo per orientare opinioni, consolidare posizioni personali, alimentare divisioni e mantenere un controllo che nulla ha a che vedere con il bene comune. È un tradimento non solo della propria comunità, ma anche della responsabilità morale che ogni persona colta dovrebbe sentire verso chi ha meno strumenti per difendersi dalla manipolazione.

Così facendo dimostrano non solo ingratitudine, ma anche arroganza, vana gloria e soprattutto miseria morale e umana.

 

 

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Info Autore
Vito Sorrenti
Author: Vito Sorrenti
Biografia:
Vito Sorrenti, nato a Polia (VV) il 27 luglio 1952, risiede a Sesto San Giovanni. Ha pubblicato numerosi libri di poesia, tra cui Gocce d’amore (1994), Vagando con la mente (2002, prefazione di Neuro Bonifazi, Helicon), Poesie (2008, Comune di Leonforte, vincitore dell’omonimo Premio), Amebeo per Euridice (2009, prefazione di Mauro Decastelli), La poesia è una ladra (2010, Centro Studi Tindari Patti), Poesie d’amore (2015, Vitale Edizioni), I Derelitti (Premio Internazionale “Il Convivio”, 2014), Visioni culturali (Premio “Antonio Filoteo Omodei”, Il Convivio, 2016) e Chiari oscuri del dolore (Premio “Patrizia Brunetti”, 2016). Ha inoltre pubblicato il saggio Personaggi illustri calabresi (Amazon, 2020) e la raccolta Versi avversi e diversi (Amazon, 2023).
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