La figlia Evelina chiede un amministratore di sostegno, Sgarbi annuncia opposizione
di Monica Vendrame
Per decenni Vittorio Sgarbi è stato la voce più rumorosa e divisiva della cultura italiana: critico d’arte, polemista instancabile, politico capace di infiammare platee e salotti televisivi.
Sempre al centro, sempre sopra le righe. Oggi, però, la scena si è ribaltata. Non più il duello con un avversario politico o con un giornalista, ma un confronto ben più duro: quello con la malattia, con il tempo e con la sua stessa famiglia.
La parabola di Vittorio Sgarbi sembra ormai essersi spostata dal clamore dei palchi e delle polemiche televisive a un terreno più fragile e umano: quello della malattia, del tempo che passa e dei legami familiari. La richiesta della figlia Evelina di nominare per lui un amministratore di sostegno non è solo un atto legale, ma un gesto che squaderna la vulnerabilità di un uomo che per decenni ha incarnato l’arte di stare al centro, tra urla, lampi di genio e ostinazione.
Le parole scambiate tra padre e figlia, rese pubbliche con brutalità, mostrano quanto possa diventare feroce la distanza tra affetti quando si intrecciano soldi, eredità e fragilità psicologica. Evelina accusa il padre di non essere più capace di badare a sé, lui la liquida come “esosa”. Sullo sfondo un patrimonio, certo, ma anche il dolore di una storia familiare complessa, dove ogni figlio ha portato con sé una parte di luce e di conflitto.
C’è poi il destino di Arpino, la città che lo ha voluto sindaco e che oggi si trova a misurarsi con l’assenza del suo primo cittadino. Qui la politica diventa specchio della biografia: un’amministrazione retta a distanza, l’opposizione che chiede l’impedimento permanente, il rischio di un Comune sospeso tra fedeltà e necessità di guardare avanti.
Sgarbi, che ha sempre fatto del dire l’arma principale, respinge con forza l’iniziativa della figlia e annuncia battaglia. L’udienza fissata per ottobre dirà se avrà ragione la sua voce o le preoccupazioni di Evelina. Intanto resta l’immagine di un uomo pubblico che, suo malgrado, si trova a fare i conti con la parte più fragile della vita, sotto lo sguardo del Paese intero.

