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di  Massimo Reina

C’è chi dipinge, chi arrangia colori come fossero coriandoli, e chi invece – rari, pochissimi – vede davvero.

Tony Fanciullo appartiene a questa specie in via d’estinzione: l’artista che non imita, non rincorre, non copia, ma interpreta. E se oggi Siracusa può ancora permettersi il lusso di parlare d’arte con la schiena dritta, è anche grazie a lui.

Figlio d’arte, cresciuto tra pennelli e pagine d’enciclopedia, Fanciullo non è uno di quegli improvvisati che si inventano “creativi” dopo un pomeriggio di workshop. No. È il prodotto autentico di una genealogia: disciplina, mania, ostinazione. E poi Bologna, il D.A.M.S., dove invece di perdersi nei fumi generici dell’accademia ha scelto di farsi le ossa nella Disciplina delle Arti, Musica e Spettacolo. Insomma, dove si studia sul serio.

Il mondo si è accorto di lui presto. Nel 1988, alla Biennale di Bologna, sfila già accanto a nomi come Pancaldi, Merichi, Baracchi. E lì si capisce subito che questo giovane siciliano non è uno da retrobottega: ha la mano, ha l’occhio, ha il coraggio. Non a caso, dieci anni dopo, Vittorio Sgarbi – che fiuta il talento come un segugio nobile – lo seleziona tra i “Giovani Artisti” della Biennale di Vittoria Arte. E non per caso: perché Fanciullo ha una cifra, una voce, una necessità.

Poi arriva Roma. Il Ministero delle Pari Opportunità lo vuole per dirigere progetti culturali. E lui, invece di adagiarsi sulla burocrazia facile, organizza mostre e percorsi che non sono passerelle, ma atti civili: Donne del Mediterraneo, Donne e Gioielli nell’Arte. Progetti patrocinati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, frequentati da figure di rilievo, tra cui il sempre onnipresente Bruno Vespa. Mostre che hanno un respiro politico, sì, ma soprattutto umano.

E qui va detto, senza giri di parole: quando un artista sa muoversi tra Roma e Siracusa, tra salotti e cave di tufo, senza perdere identità, significa che vale. Punto.

Il 2009 segna il ritorno alla terra: Siracusa. L’I.N.D.A. lo sceglie per progettare la scenografia de “Le Supplici” di Eschilo, al Teatro Greco. È come se la pietra avesse riconosciuto il sangue: l’antico chiama chi ha qualcosa da dire. E Fanciullo non tradisce, anzi amplifica. Porta in scena un Eschilo che respira, che vibra, che non è cerimonia ma carne.

Dal 2011 al 2015 prende in mano la tournée internazionale del Balletto Russo con il Teatro Lirico Siciliano. “Il Lago dei Cigni”, “Romeo e Giulietta”: titoli che si pronunciano solo se si è capaci di sostenerli. E lui li porta nei templi del teatro italiano: San Carlo di Napoli, Scala di Milano, Stabile di Palermo, Catania, Roma. Luoghi dove la mediocrità non entra: viene sputata fuori.

Non basta. Dal 2007 firma scenografie e manifesti per il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani al Teatro Greco di Palazzolo. Un’opera silenziosa, costante, che educa nuove generazioni a non accontentarsi del “bello” decorativo, ma a cercare il necessario.

Oggi Fanciullo guida l’Associazione Culturale Triade a Siracusa. E continua a essere ciò che è sempre stato: un artista totale, uno che non si risparmia, che non flirta con la moda del momento. Un uomo che dà all’arte ciò che l’arte pretende: tempo, sacrificio, verità.

In un’epoca di plastica e apparenze, in cui troppi si definiscono artisti perché hanno un profilo Instagram, Tony Fanciullo è una rarità feroce: uno che l’arte la sa fare davvero. E questo, credetemi, oggi vale più dell’oro.

 

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Info Autore
Massimo Reina
Author: Massimo Reina
Biografia:
Giornalista, scrittore e Social Media Editor, è stata una delle firme storiche di Multiplayer.it, ma in vent’anni di attività ha anche diretto il settimanale Il Ponte e scritto per diversi siti, quotidiani e periodici di videogiochi, cinema, società, viaggi e politica. Tra questi Microsoft Italia Tecnologia, Game Arena, Spaziogames, PlayStation Magazine, Kijiji, Movieplayer.it, ANSA, Sportitalia, TuttoJuve e Il Fatto Quotidiano. Adesso che ha la barba più bianca, ascolta e racconta storie, qualche volta lo fa con le parole, altre volte con i video. Collabora con il quotidiano siriano Syria News e il sito BianconeraNews, scrive per alcune testate indipendenti come La Voce agli italiani, e fa parte, tra le altre cose, dell'International Federation of Journalist e di Giornalisti Senza Frontiere. Con quest’ultimo editor internazionale è spesso impegnato in scenari di guerra come inviato, ed ha curato negli ultimi 10 anni una serie di reportage sui conflitti in corso in Siria, Libia, Libano, Iraq e Gaza.
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