di Omar Falvo
Scatti indelebili, momenti irripetibili immortalati e cristallizzati per sempre, foto letteralmente da prima serata, o meglio, da copertina, questi alcuni tasselli dello stile inconfondibile del fotografo Luca Gallizio. Le sue non sono semplici fotografie, bensì immagini “narranti”, immagini che saggiano la vera bellezza: quella autentica!
Queste “opere” -da scoprire- non arrivano per caso, sono “le creature” del duro lavoro, della gavetta, dei sacrifici e di tanto studio. “Dipinti fotografici” tratteggiano e plasmano uno strumento di comunicazione, una narrazione di stile, colori e scorci fiabeschi. Non siamo nelle fiabe dei fratelli Grimm, magari dediti nel fantasticare su una loro location, siamo immersi, invece, in una sorta di esperienza unica, quella del tempo e della vita, elementi immortalati da Luca. Un diploma da perito fotografo al liceo Bononi di Torino, l’incontro, seppur limitato nel tempo, con Federico Balmas, fotografo di still life di grande successo, e ancora, lo studio serale e la dura gavetta da assistente per i matrimoni durante il giorno, questi alcuni degli elementi, o delle pagine, della storia di Luca, una storia da raccontare e conoscere. Da Bolzano la sua arte conquista tutto il Bel Paese. Conosciamo meglio Luca Gallizio.
Nei tuoi scatti cristallizzi la vera bellezza di attimi indelebili, uno scatto è una creatura con un'anima vera e propria, per te è così?
Sì, per me ogni scatto ha un’anima propria. Una fotografia racchiude molto più di ciò che appare: emozioni, respiri, atmosfere. La sua forza sta proprio nell’interpretazione, perché ognuno vi ritrova qualcosa di diverso. Amo lasciare spazio a questa libertà nelle mie immagini, senza essere mai troppo didascalico. Credo che la bellezza si possa trovare ovunque, nel caos di una stanza e persino nelle ombre più dure della vita: è la capacità di saperla cogliere e porsi con l’energia giusta, che trasforma una fotografia in qualcosa di eterno.
Lo scatto perfetto esiste?
Credo che lo “scatto perfetto” non esista in senso assoluto. Esiste invece lo scatto giusto per quel momento, quello che racchiude emozione, spontaneità e verità in un’inquadratura wow. A volte una foto tecnicamente imperfetta ha un valore enorme, perché restituisce la realtà con più forza di qualsiasi costruzione ideale. La perfezione, per me, è quando una coppia rivede un’immagine e rivive le stesse sensazioni di quel giorno.
Come nasce una foto per narrare un momento indelebile?
Nasce dall’osservazione e dall’ascolto. Prima di scattare cerco di capire la storia, le persone e le emozioni che sto vivendo insieme a loro. Poi c’è l’istinto: cogliere quell’attimo che dura un secondo ma che racconta tutto. Non si tratta solo di tecnica o di luce, ma di empatia: sentire quello che accade e tradurlo in immagine.
Le foto sono racconti, emozioni e colori, come sei arrivato all'arte della fotografia?
Ci sono arrivato quasi per caso, da ragazzino, quando ho incontrato un fotografo che mi ha fatto scoprire questo mondo. All’inizio era un modo per esprimermi, perché faticavo con le parole. La macchina fotografica è diventata la mia voce, il mio rifugio e, con il tempo, la mia strada. Ho iniziato con lo still life, poi mi sono innamorato del reportage di matrimonio perché unisce tanti linguaggi diversi: ritratto, moda, natura, dettagli. Oggi la fotografia è il mio modo di raccontare e di raccontarmi.
(Foto concesse da Luca Gallizio)

